concorso infermieri 4
Il Borghese

Il miraggio del posto fisso

Il posto fisso resta un sogno per gli italiani. Soprattutto se si tratta di un impiego “sicuro” in una delle mille braccia della pubblica amministrazione. Così ieri il mega concorso bandito dall’Asl Città di Torino ha battuto le preselezioni organizzate solo martedì dall’ospedale Humanitas Gradenigo al PalaAlpitour.

Qui si erano presentati 2.839 candidati da tutta Italia, pronti a sfidarsi per ottenere uno dei cinque posti da infermieri. Al Palavela, invece, sono arrivati in 5.760, a caccia di una delle venti assunzioni da operatore socio-sanitario garantite al termine delle selezioni dall’azienda sanitaria.

C’è da dire che le domande presentate dai candidati, in un primo tempo, erano state ancora di più: circa 7.200. Numeri che testimoniano, se ce ne fosse ancora bisogno, che il vero traguardo di giovani e meno giovani in cerca di un lavoro è il posto fisso. La sicurezza. Il porto sicuro. Come negli anni ‘50 e ‘60. In barba a flessibilità, jobs act, professioni smart e robe del genere.

«È una garanzia per il futuro», spiegava ieri un candidato al Palavela. «Stipendio, mutua, ferie pagate», aggiungeva un altro. «E la possibilità di crearsi una famiglia». Già. Senza un lavoro sicuro non è facile lasciare la casa di mamma e papà. Come è accaduto a Camillus, vicino Syracuse, nello Stato di New York, dove una coppia di genitori si è rivolta al tribunale per cacciare da casa il figlio di trent’anni che non aveva nessuna intenzione di trovarsi un lavoro. Per la cronaca, il giudice ha dato ragione a mamma e papà, ma il figlio ha già annunciato che presenterà ricorso. In perfetto stile italiano.

deferrari@cronacaqui.it

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