mattarella tutti a scuola 2 gn
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Il messaggio alla politica

Appena atterrato a Torino, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella un “miracolo” lo ha fatto subito, senza perdere tempo. Da Caselle e in tutta la tangenziale i cantieri, che fino a due giorni fa e per tutta l’estate hanno creato code e ingorghi, sono spariti, come per incanto. La tangenziale è tornata a essere quella di prima: traffico scorrevole, anche se intenso nelle ore di punta. Per l’arrivo del Presidente le imprese impegnate nei lavori hanno messo il “turbo”, consegnando agli utenti un raccordo, di nuovo a tre corsie. E dopo questo “miracolo”, il Presidente ne ha annunciato un secondo, almeno come auspicio: «La scuola, l’istruzione, l’educazione sono elementi decisivi per lo sviluppo della personalità umana, attraverso l’approfondimento della conoscenza che si trova alla base di un autentico esercizio delle libertà. La crescita economica di un Paese, il suo tasso di occupazione, sono strettamente correlati al grado di scolarizzazione della sua popolazione». Sono le parole che Sergio Mattarella ha pronunciato ieri pomeriggio a Grugliasco, nell’ampio parco del polo scolastico superiore “Curie – Vittorini” alla presenza di un migliaio di giovani e dei loro insegnanti, radunati per celebrare, insieme al Presidente, l’inizio dell’anno scolastico. È stato allestito un enorme palco dove si sono esibiti numerosi artisti e il clima, più che scolastico, sembrava quello delle prime “Giornate della Gioventù” inventate da papa Wojtyła: applausi, cori e gli immancabili selfie un po’ con tutti e tra tutti, Presidente compreso. Ma poi Mattarella ha ammonito: «Una società in continuo divenire per il progresso tecnologico e scientifico esige livelli di cultura e di istruzione altamente qualificati, pena un declino inesorabile e una progressiva marginalizzazione nel contesto internazionale, sempre più competitivo». Un’altra preoccupazione sembra turbare il Capo dello Stato: «Dobbiamo sforzarci di più per combattere l’abbandono scolastico, i cui numeri sono ancora troppo elevati, inaccettabili per un Paese avanzato come il nostro. Tanti insegnanti si prodigano con passione per ricostruire relazioni con studenti i quali, per vari motivi, finiscono ai margini dei gruppi-classe. Siamo loro riconoscenti per quanto fanno ogni giorno. Impegnarsi per ridurre al minimo l’abbandono scolastico significa anche strappare i giovani da condizioni di marginalità, di sfiducia, da rischi di devianza». Gli studenti, prima di scatenarsi nel prato durante lo spettacolo, hanno mostrato al Presidente alcuni risultati del loro impegno nei laboratori dell’istituto: esperimenti di fisica e chimica, invenzioni meccaniche ed elettroniche che hanno entusiasmato il Presidente. «Sarebbe un errore, però – ha detto -, limitarsi soltanto ai pur fondamentali fattori legati allo sviluppo economico, tecnologico e occupazionale. La scuola, l’istruzione, l’educazione sono infatti elementi decisivi per lo sviluppo della personalità umana, attraverso l’approfondimento della conoscenza che si trova alla base di un autentico esercizio delle libertà». Pertanto, il Presidente ha sottolineato l’importanza dell’integrazione a scuola («Abitua alla convivenza, al confronto, al rispetto»), della libertà («Non si è davvero liberi senza una adeguata cultura»), della legalità, centrando il suo pensiero sui fenomeni del bullismo, nella sua forma telematica e chiedendo «un grande impegno per contrastarli con determinazione». Insomma, nella grande festa sul prato del “Curie – Vittorini”, dove sul palco si sono esibiti Flavio Insinna, Roberta Rei, Frida Bollani Magoni, Matteo Bocelli e l’applauditissima Luisa Ranieri e dove erano presenti campioni dello sport, quali la calciatrice bianconera Sara Gama e l’olimpionico di nuoto Alessandro Miressi, accanto alle autorità civili, gli studenti hanno celebrato il primo vero ritorno a scuola dopo la pandemia. A tale proposito Sergio Mattarella ha aggiunto: «Si torna a scuola, finalmente sempre in presenza e ciò è motivo di sollievo e di grande entusiasmo. La scuola è un’opportunità, anch’io sono stato uno studente come voi e la Costituzione impone di rimuovere gli ostacoli per garantire a tutti una effettiva uguaglianza. La scuola è per tutti ed è di tutti».

marco.bardesono@cronacaqui.it

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