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Economia
IL FATTO

Il maxi stralcio di multe e tasse vale 320 milioni per il Comune

Cancellate le sanzioni non pagate dal 2000 al 2015, secondo la bozza del decreto
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Il maxi condono fiscale previsto dal decreto “Sostegni” vale circa 320 milioni di euro per il Comune di Torino. Tra multe non pagate e tasse mai riscosse, dal 2000 al 2015, il conto è presto fatto. «L’obiettivo è alleggerire il magazzino dell’Agenzia delle entrate» ha chiarito nei giorni scorsi il sottosegretario all’Economia, Claudio Durigon. E così il nuovo decreto darebbe il via libera allo stralcio delle cartelle esattoriali fino a 5mila euro.

Le conseguenze
«Facendo un’operazione di questo tipo si andrebbe a colpire pressoché tutti i residui attivi del Comune, che si mantengono al di sotto del tetto massimo fissato a 5mila euro – spiega il direttore finanziario dell’Ente, Paolo Lubbia -. Il Fondo crediti di dubbia esigibilità coprirebbe quasi interamente la cifra. Resterebbero fuori circa 20 milioni di euro, che dovranno essere compensati in altro modo». In questo senso, starà al governo fornire agli enti locali i finanziamenti necessari a coprire l’a mm an co . Seppure da Palazzo Civico siano i primi ad ammettere di avere ormai ben poche speranze riguardo la riscossione dei tributi più vecchi non pagati. «Vale la regola che se fai una manovra di stralcio su vecchie cartelle corri il rischio di fare condoni fiscali – avverte l’assessore al Bilancio Sergio Rolando -. Bisognerebbe analizzare le cartelle una per una». Dato il tetto di 5mila euro, il condono riguarderebbe principalmente multe per violazione del codice della strada e sanzioni per il mancato pagamento del bollo auto. Oltre che i pagamenti non pervenuti di Tari e Imu. «Per noi la maggior parte sono multe» precisa Rolando. Secondo la bozza del decreto inoltre l’Agenzia potrebbe effettuare il rimborso dell’importo che i contribuenti hanno già pagato per quelle cartelle che rientrano nel provvedimento.

Lo stralcio “nuovo”
La manovra non è ben vista dai sindacati. E anche il mondo dei commercialisti esprime alcune perplessità. «È solo un’operazione di pulizia dei magazzini dell’Agenzia delle entrate – commenta il vicepresidente dell’Ordine dei commercialisti di Torino Guido Berardo -. È un’agevolazione per lo Stato, non per il contribuente». In questo senso sarebbe stata auspicabile una “rottamazione nuova” delle cartelle. «Vorrebbe dire mettere il contribuente nella condizione di pagare solo l’imposta. Lo Stato non spenderebbe un euro per incassare, avrebbe un’entrata continuativa e le persone pagherebbero meno con una buona dilazione nel tempo» aggiunge Berardo. In ogni caso, il maxi condono sarà valido solo dopo l’approvazione del decreto “Sostegni”, che dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri nella giornata di oggi. Dopodiché potrebbe essere necessario attendere un nuovo decreto attuativo per procedere con lo stralcio.

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