Lacrime e palloncini, ieri, a Moncalieri per l'ultimo saluto ad Elisa
Cronaca
Oltre seicento persone in chiesa a Moncalieri

IL LUTTO. Lacrime e palloncini per dire addio a Elisa «vittima della follia»

Il duro monito del sacerdote per l’assassino: «Deve espiare e capire il male che ha fatto»

«Vivere con gioia. È questo che tu, Elisa hai insegnato a tutti noi attraverso il tuo sorriso. Ciao medichessa bionda». Andrea Ferrero, papà di Elisa, legge il suo personalissimo messaggio alla figlia che non c’è più, strappata via alla sua gioventù, ai suoi progetti e alle persone che le volevano bene in una sera d’estate, mentre tornava a casa con il suo amato Matteo, in sella alla moto con cui volevano girare il mondo insieme. È il momento maggiormente toccante della giornata più lunga per la famiglia e gli amici di Elisa Ferrero, quella dei funerali che si sono svolti ieri pomeriggio a Moncalieri nella centralissima parrocchia della Collegiata, Madonna della Scala, officiati da don Paolo Comba. Una chiesa gremita: circa 600 persone hanno voluto dare l’ultimo saluto a quel «raggio di sole», che ora continuerà a vivere negli occhi della sorella Alice, della mamma Carla e del papà Andrea.

La chiesa è gremita già più di un’ora prima dell’inizio dei funerali. Il feretro di Elisa viene fatto passare da un’entrata secondaria della chiesa, attraverso l’in gr es so dell’oratorio che arriva sul retro della parrocchia. Carabinieri e polizia municipale controllano che tutto avvenga nel massimo ordine e sicurezza. Tanti anche i cittadini che hanno voluto essere presenti in questo giorno in cui Moncalieri è ferita. I negozi della piazza Vittorio Emanuele, davanti alla chiesa, sono rimasti chiusi per il lutto cittadino proclamato già l’altro ieri dal sindaco Paolo Montagna, presente alla cerimonia funebre assieme alla giunta e a diversi consiglieri comunali. La piazza che alla sera ospita i concerti di Ritmika è avvolta da un silenzio irreale, mentre a lato vengono raggruppati decine di palloncini colorati, pronti a lasciarli volare alla fine della messa.

Già la messa. Don Paolo sceglie parole di preghiera e conforto per la famiglia di Elisa, ma anche dure frasi per descrivere la tragedia. Maurizio De Giulio, l’artigiano nichelinese che ha causato il terribile incidente sulla statale della Val di Susa non viene mai minimamente nominato, ma il riferimento di don Paolo è chiaro quando le sue parole diventano più decise. «Che mondo è? Un mondo che viene fatto dal cuore degli uomini che possono arrivare a tanto. Elisa è stata strappata via nel fiore dei suoi anni violentemente. Preghiamo perché chi ha causato tutto ciò, attraverso la giusta pena espiatoria, prenda consapevolezza del terribile male che ha compiuto».

Al termine della funzione il feretro di Elisa è stato fatto uscire dalla porta principale, perché vedesse anche lei, un’ultima volta, quanta gente le ha voluto bene. Mamma Carla, dietro un grosso paio di occhiali scuri, e la figlia Alice si abbracciano, distrutte dal dolore. Assieme al loro raggio di sole che non c’è più guardano i palloncini levarsi in volo per salutarla l’ultima volta, liberati dagli amici che non riescono a trattenere le lacrime e che con questo gesto di colore hanno voluto ancora una volta ricordare il carattere solare della loro amica. Il feretro è stato poi fatto rientrate in chiesa, prima di essere portata al cimitero Monumentale di Torino per l’ultimo atto, accompagnato anche da un gruppo di motociclisti in sella alle Harley Davidson.

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