Cantiere
Economia
VIA XX SETTEMBRE

Il lockdown dell’eterno cantiere: «Il fatturato è calato del 70%»

Commercianti disperati segnalano anche furti e atti vandalici

C’è tanta rabbia sui volti e nelle parole dei commercianti di via XX Settembre che da troppi mesi devono, loro malgrado, fare i conti con l’eterno quartiere stradale che sarebbe dovuto terminare tempo fa. Dopo gli scavi partiti ad agosto e l’installazione dei tubi dell’acqua e del gas, ora gli operai stanno lavorando per risistemare i binari del tram, ma nel frattempo la strada chiusa alle auto si è desertificata, e di conseguenza i fatturati delle tante attività affacciate sul corso sono crollati a picco.

«Abbiamo perso il 70% del fatturato, lavoriamo di meno perfino rispetto al periodo del lockdown, se continuiamo così tiriamo giù le serrande per sempre – protesta Giuseppe Cimino, titolare della Caffetteria del Centro che se la prende con la lentezza del cantiere -: Ogni mese la data di fine lavori slitta in avanti». «È un vero disastro – attacca Gianluca De Gennaro, titolare della barberia Bullfrog -, il passaggio si è azzerato, gli incassi sotto le feste sono calati del 50% in meno dello scorso Natale passato in lockdown. Sarebbe opportuno che gli operai lavorassero di più o su più turni, non si può pensare di finire alle 16 tutti i giorni e di fermarsi dal 23 dicembre all’8 gennaio».

Uno dei commercianti più agguerriti è Antonio Vitolla, titolare della tabaccheria all’angolo che, con la chiusura della strada, segnala anche problemi di sicurezza: «A dicembre ho subito un furto in negozio, poi mi hanno imbrattato le serrande, questa via è diventata invivibile e c’è un traffico pazzesco con code infinite tutti i giorni, e noi siamo obbligati a respirare smog». Le serrande abbassate in via XX Settembre sono tante.

«Anche la famosa pizzeria napoletana Sorbillo non ha ancora aperto e il Reposi ha capienza limitata per via delle transenne poste davanti all’uscita di sicurezza» evidenzia Massimo Larobina, titolare di TarTea -. E noi abbiamo perso una buona parte degli incassi perché non possiamo mettere il dehor fuori». Fariborz Hassam Bakhtiari, al bancone del suo bar, guarda i tavoli vuoti e scuote la testa: «Hanno fatto i lavori senza considerare chi vive e lavora qui – afferma desolato il barista -, e questo è il triste risultato: non abbiamo più clienti».

Condividi sui social:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

Scopri inoltre...

Giubileo - Casa funeraria
Gruppo Gheron
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo