Fonte: Depositphotos
Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

Il lamento dei teschi

Mio nipote ha inaugurato bene la sua carriera universitaria con un 30 in storia moderna. Tre secoli da portare, da fine ‘400 ai primi ‘800. Un badò mariano (un carico della Madonna) con l’aggravante che all’Università devi sapere tutti i chi, i cosa e i quando (date, nomi, guerre, trattati) e in più i perché, cioè gli approfondimenti. Così aiutando Marco ho ripassato riforme religiose, economie, igiene, leggi, agricoltura, armamenti, insomma le storie parallele. Ho capito ancora una volta, approfondendo il tema economico, quanto ignobilmente siano state sfruttate per secoli le masse subalterne rurali e proletarie (tenute apposta nell’ignoranza per essere meglio dominate) a vantaggio delle classi egemoni della nobiltà e del clero, cui si aggiunse poi la borghesia. Morire di fame era normale. Orari impossibili, lavoro infantile, malattie, fatiche disumane, paghe miserabili per i braccianti. Tasse, balzelli, decime, pedaggi e corvées per i piccoli contadini. Saccheggi, stupri e stragi al passaggio degli eserciti. Rivolte sacrosante schiacciate nel sangue, con massacri di migliaia di persone, campi e villaggi bruciati. Giustizia arbitraria o nulla, dalla quale comunque nobiltà e clero, coi loro tribunali esclusivi, uscivano quasi sempre indenni. A far da contraltare a tutto ciò lussi sfrenati, sprechi, ostentazione, prepotenze e disprezzo da parte dei culi al caldo. Rileggere tutto ciò serve a capire l’ineluttabilità della nascita del socialismo, purtroppo degenerato più tardi in comunismo. Ma diciamo che i padroni se le sono proprio cercate, le rivoluzioni, come la Chiesa le riforme. Miliardi di teschi chiedono ancora giustizia da sotto terra.
collino@cronacaqui.it

Condividi sui social:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo