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Cronaca
IL CASO

Il killer della Rosboch si laurea: Defilippi oggi diventa dottore

Questa mattina all’Università Gabriele discuterà la tesi in Scienze Politiche

Come sarebbe andata a finire si era capito fin da subito. Dai primi esami superati brillantemente, si dice una sfilza di bellissimi voti inanellati uno dietro l’altro in tempi record. «Gabriele è uno studente modello – raccontavano nei corridoi del Lorusso e Cutugno – è sempre chino sui libri». E i risultati si vedranno oggi, quando Gabriele Defilippi, 28 anni, condannato a scontarne 30 per l’omicidio di Gloria Rosboch, completerà il suo percorso di studi con la laurea. Discuterà la tesi fuori dal carcere, all’Università. Non è chiaro, visto il riserbo che avvolge il tutto, se alla cerimonia saranno ammessi (come pare), i parenti stretti. A partire dalla mamma, Caterina Abbattista, inizialmente accusata pure lei del delitto, ma poi condannata in via definitiva soltanto per truffa.

La vittima del raggiro, ordito da Defilippi e dal suo compagno di allora, Roberto Obert, era Gloria Rosboch, l’insegnante di Castellamonte assassinata nel 2016. Gabriele, suo ex allievo, la convinse a versargli 187mila euro in cambio della promessa di una nuova vita, in Costa Azzurra. Ma quando la donna si rese conto di essere stata presa in giro, chiese la restituzione della somma. Poco dopo si persero le sue tracce. Ma il suo corpo fu ritrovato il 19 febbraio, l’autopsia rilevò che era stata strangolata.

Defilippi, giovane amante dei travestimenti, con una quindicina di profili su Facebook, ha ammesso di averla uccisa e la Cassazione ha confermato la condanna inflitta già in primo grado, quando in una delle prime udienze davanti al gup di Ivrea, si dichiarò unico responsabile. Pentito, ci mancherebbe, di ciò che aveva fatto. «Mi sono iscritto all’Università per dimostrare che non sono più quello di una volta, che posso e devo cambiare», aveva spiegato Defilippi a fine novembre 2018, incontrando i cronisti in occasione della cerimonia per i vent’anni del polo universitario della casa circondariale Lorusso e Cutugno. Quindi aveva aggiunto: «Studierò anche per chiedere scusa al papà e alla mamma di Gloria». Seduto in platea insieme agli altri, con una camicia a quadretti che non nascondeva una forma fisica nettamente più appesantita, i capelli lunghi e pettinati all’indietro con l’aiuto del gel, Gabriele assicurava di voler davvero diventare una persona nuova grazie agli studi accademici. Una scelta ponderata, a cui diceva di essere arrivato dopo avere anche pensato, in più di un’occasione, al suicidio. «A un certo punto ero giunto a un bivio – spiegava – e potevo decidere se farla finita per sempre oppure dare una svolta positiva alla mia esistenza». Ci ha provato con lo studio, e un traguardo è riuscito a tagliarlo. Oggi sarà dottore in Scienze Politiche.

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