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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Il grattacielo dei misteri

Credo che poche cose, in questa città, abbiano avuto una storia costellata di tanta approssimazione quanto il fantomatico grattacielo della Regione. Che adesso siano arrivate due condanne in Appello (per favoreggiamento alla corruzione nei confronti di due dirigenti pubblici) mentre per gli imputati “tecnici”, ossia i costruttori, è scattata la prescrizione. La sanzione economica, poi, è risibile. Ma non è questo il punto. Il fatto è che il grattacielo continua a stagliarsi lì, contro il cielo, con le luci di segnalazione di tutti i corpi verticali di una certa altezza (ricordate quando qualcuno sosteneva che era eretto – o erigendo – su una rotta aerea e che avrebbe favorito i kamikaze? Tanto per far presente che non ci siamo fatti mancare nulla in questa assurda storia) e il suo corpo di acciaio e vetro ancora incompleto. Una volta i dipendenti regionali protestarono, all’idea di lasciare la loro sede per trasferirsi lì, perché avrebbero avuto di fronte un cantiere aperto, quello della metropolitana, con tutti i disagi immaginabili. Ecco, è arrivata prima la metropolitana, il che è tutto dire, considerando la storia dell’opera. Calcoli sbagliati, progetti cambiati (ma se cambi l’opera, allora a che serve aver staccato un assegno multimilionario a un progettista archistar, che per inciso ha anche disconosciuto il grattacielo?), finestre di misure sbagliate, vetri in frantumi, di tutto e di più. Oltre alla solita catena di fallimenti in serie delle aziende costruttrici, il rimpallo di responsabilità politiche tra una amministrazione e l’altra… Per adesso l’incompiuto (come i passi della giustizia, mica penserete sia finita qui) rimane lì, non troppo distante dallo scheletro di Palazzo Nervi. Per chi arriva dall’autostrada è il «benvenuti a Torino».

andrea.monticone@cronacaqui.it

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