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CICLISMO

Il Giro parla anche piemontese: dalle terre di Coppi fino a Rivoli

Presentata l’edizione 2023 della Corsa Rosa, con le tappe in Piemonte

Tortona e Bra, ma soprattutto Rivoli e Borgofranco d’Ivrea: è questo il quadrilatero magico del Piemonte al Giro d’Italia 2023 che comincerà il 6 maggio ma è già una realtà, almeno nella fantasia dei tifosi. Succederà tutto a metà della seconda settimana di corsa: mercoledì 17 maggio la Camaiore-Tortona, adatta alle ruote veloci ma anche a una fuga da lontano per ricordare i grandi campioni della zona a cominciare dai fratelli Coppi e Costante Girardengo.

Il giorno successivo invece la Bra-Rivoli, 179 km. Partenza nel cuneese, passaggi da Carmagnola, Carignano, Orbassano, Rivalta e Rivoli prima di arrivare ad Avigliana e scalare il Colle di Braida sino a 1007 metri nel territorio di Valgioie. Una salita vera, anche se dallo scollinamento al traguardo, passando per Giaveno, Trana e Villarbasse ci saranno ancora 28 km. Venerdì 19, da Borgofranco d’Ivrea, una delle frazioni più dure della Corsa Rosa, perché lunga 208 km e soprattutto perché prima di arrivare a Crans Montana (unico sconfinamento del Giro, in Svizzera) ci saranno da scalare il Colle del Gran San Bernardo a quota 2469 metri che è anche la Cima Coppi, la Croix de Coeur e l’ascesa finale da un versante inedito per il ciclismo.

Prima e dopo, però, c’è molto che intriga. Partenza il 6 maggio con la crono di 18,4 da Fossacesia a Ortona, con arrivo in collina. In tutto tre prove contro il tempo, per un totale di poco superiore ai 70 chilometri: quella piatta con arrivo a Cesena ma anche quella del penultimo giorno a Monte Lussari, mai affrontato dal Giro. E poi gli arrivi in quota a Lago Laceno e soprattutto Campo Imperatore sul Gran Sasso d’Italia nella prima settimana, la tappa dei “muri” marchigiani a Fossombrone, quella di Bergamo che sarà molto simile a Torino 2022, ricca di salite vicine alla città.

Nella terza settimana il Giro tornerà sul Monte Bondone, la salita sopra Trento, e poi tre giorni di fuoco dal 25 al 27 maggio: tappa in salita a Zoldo Alto e poi il classicone dolomitico con la Longarone-Tre Cime di Lavaredo con ricordo della tragedia del Vajont 60 anni dopo e poi Passo di Campolongo, Passo Valparola, Passo Giau, Passo Tre Croci e Tre Cime di Lavaredo con le sue pendenze fino al 18%. Dopo la crono del Monte Lussari, trasferimento e ultima tappa con un circuito a Roma e arrivo in volata ai Fori Imperiali. Una corsa dura ma non impossibile che strizza l’occhio a gente come Roglic ed Evenepoel.

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