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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Il G20 ci ignora l’altro schiaffo

Dopo l’esclusione di Torino, o meglio ancora di Mirafiori, dall’assegnazione della grande fabbrica di batterie per i veicoli elettrici da parte della Fiat (pardon, di Stellantis) la conferma che la nostra città sia praticamente scomparsa dalle mappe della politica nazionale, ci arriva da Venezia, il palcoscenico in cui l’Italia ha assunto la Presidenza del G20, il principale foro per la cooperazione economica e finanziaria globale. E non solo perché saranno Roma e Milano ad ospitare nelle prossime settimane il gruppo di Engagement Urban-20 (U20), fondato per fare incontrare i sindaci delle principali città del pianeta e per farli interagire con i leader internazionali del G20 ma perché nella mappa delle nostre città chiamate a trattare temi economici e sociali, Torino non c’è. Come se un tratto di penna l’avesse cancellata considerandola, come purtroppo appare chiaro, l’ultima provincia dell’impero. Eppure oggi le città tornano a guadagnare centralità e aumentano le interazioni tra Governo, enti locali e società civile. Ma Torino no, resta nell’ombra, schiacciata da una politica che non sa rappresentarla sul territorio e a Roma. Così scorre via l’opportunità di Stellantis che avrebbe potuto ridare vita e lavoro a Mirafiori, e il G20 ci snobba, come spiegano in Municipio, in forza di un’incomprensibile ostracismo romano, a dispetto della nostra Università, dal Politecnico e dai nostri poli di ricerca. Zero, mentre a Firenze si discuterà di agricoltura, a Trieste di ricerca ed economia digitale, a Venezia di banche centrali e finanza. E a Napoli di ambiente ed energia. Persino Sorrento avrà il proprio lembo di storia con il commercio insieme a Matera (esteri) e a Catania per l’istruzione e il lavoro. L’esclusione ferisce perché conferma la teoria dello schiaffo alla nostra storia industriale e culturale.

beppe.fossati@cronacaqui.it

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