mercato piazza crispi
Cronaca
PIAZZA CRISPI

Il futuro del mercato resta un rebus: «Proviamo a studiare altre soluzioni»

Chiavarino: «Occorre rivedere i piani». Lomanto: «Studiamo progetti legati al food»

Il futuro dell’area mercatale di piazza Crispi non smette di essere un grosso punto interrogativo. Da vent’anni le amministrazioni comunali vanno avanti a studiare progetti in grado di rilanciare lo spazio sotto la tettoia della discordia. Dopo il posizionamento della stessa, infatti, il mercato si è svuotato e gli operatori hanno cominciato – seppur involontariamente – a soffrire la presenza di piazza Foroni, via Porpora e Porta Palazzo. Ad oggi il mercato è aperto con orari limitati per un paio di pomeriggi a settimana e conta la presenza di pochissimi banchi.

«Negli anni è avanzato il degrado – racconta il consigliere del Pd, Tony Ledda -. Prima gli abusivi, poi la sosta selvaggia. E infine l’installazione dei dissuasori che, tuttavia, non ha risolto questioni che si trascinano da troppo tempo». Tesi avanzata anche dal consigliere della Lega, Giuseppe Catizone. «Anche l’altro lato della piazza – precisa Catizone -, cade a pezzi. I bagni sono distrutti e con la beffa dei camper dei nomadi i problemi sono aumentati. E’ ora di studiare nuove proposte».

Problemi condivisi dagli assessori al Commercio, Paolo Chiavarino, e all’Urbanistica, Paolo Mazzoleni. «Già nel 2003 – spiega Mazzoleni -, si cercò di tentare di rilanciare quest’area diminuendo i posteggi da 104 a 44 e istituendo una sperimentazione pomeridiana che però non ha funzionato». Una destinazione mercatale che da troppo tempo scricchiola «e che forse andrebbe rivista – secondo Mazzoleni -. A questo punto quando capiremo cosa fare investiremo le risorse opportune».

Un’area che avrebbe del potenziale anche per la Circoscrizione 6. «Tramite sgravi fiscali per alcune attività – conclude il presidente, Valerio Lomanto -, si potrebbero studiare nuovi progetti, magari legati al food, per rivitalizzare la tettoia anche nelle ore serali».

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