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LA STORIA

“Il fatto non sussiste”: assolto il barista torinese accusato di aver violentato una ragazza

Per vedere proclamata la propria innocenza in primo grado ha dovuto attendere quasi sei anni

«Il fatto non sussiste». E’ stato assolto con formula piena il barista torinese accusato di aver violentato una ragazza durante un colloquio di lavoro. Ed è una liberazione, si può immaginare, per un uomo che per vedere proclamata la propria innocenza in primo grado ha dovuto attendere quasi sei anni.

I fatti denunciati dalla giovane, che si era costituita parte civile, risalgono infatti a una domenica di giugno del 2014. Con la ragazza che racconta di una serranda che si abbassa, lui che si avvicina, la strige a sé, la bacia. Lei che cerca di spingerlo via, la lampo dei pantaloni che si abbassa, gli abusi.

Accuse pesantissime, quelle ipotizzate dal pm Marco Sanini nei confronti dell’imputato, difeso dagli avvocati Franco Tiani e Cristina Cerullo. E un processo quanto mai indiziario quello incardinato davanti alla prima sezione penale del tribunale. Perché contro il barista c’erano soltanto le parole della presunta vittima, il cui racconto, vista la formula assolutoria, non deve essere stato ritenuto credibile. Per sapere quale sia il ragionamento che ha portato i giudici a decidere in questo senso, però, bisognerà attendere le motivazioni.

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