ressa san carlo incidenti
Cronaca
Rischio di infezioni a causa del sangue sparso

L’INCUBO. Anche il test dell’Hiv per molti dei feriti in piazza San Carlo

Gli avvocati del Comune incontrano l’Unipol. Sul tavolo la questione dei risarcimenti danni

Arriva l’incubo Hiv sui feriti di piazza San Carlo: 1.527, un numero talmente alto da mettere i brividi. La maggior parte delle vittime ha riportato ferite da taglio a causa dei numerosi cocci di bottiglia andate a pezzi sul porfido. Il che significa, tra il sangue che scorreva, i contatti con le ferite di altre persone (anche da parte di chi, generosamente, ha tentato di prestare i primi soccorsi), che per molti si profila il rischio di trasmissione di malattie come l’epatite o addirittura l’Hiv. A parecchi dei feriti curati in ospedale quella sera, difatti, è stato prescritto anche il test specifico.

Dunque c’è di più rispetto ai danni fisici e a quelli psicologici come frequenti attacchi di panico e di paura incontrollabile nel ritrovarsi di fronte a una folla di persone, ma anche qualcosa che potrebbe trasformarsi in un incubo, con il totale stravolgimento della vita. Una situazione che peserà, ovviamente, anche nella quantificazione delle richieste danni da parte di chi quella sera era davanti al maxischermo. E nei prossimi giorni, comunque entro la fine del mese, gli avvocati del Comune si incontreranno con i responsabili del gruppo assicurativo Unipol Sai proprio per valutare la questione: a cominciare dalle coperture economiche garantite dalla polizza.

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