FantaEurovision
Spettacolo
DOPO SANREMO

«Il FantaEurovision è già da record, Torino ora ci deve ospitare»

Giacomo Piccinini, uno dei fondatori della gara virtuale, si confida a meno di un mese dall’evento: «Per ora siamo a quota 15.000 iscritti e le star iniziano a partecipare»

Bonus, malus, Baudi. Termini fino a poco tempo fa sconosciuti, oggi parte di una realtà che dal virtuale entra dentro gli schermi della tv per poi riuscirne spalancando le braccia al popolo dei fantaincalliti. Dopo il successo a febbraio del FantaSanremo con cui gli artisti italiani hanno superato le strampalate prove sia sul palco dell’Ariston in diretta Rai, sia via social, è tutto pronto per il FantaEurovision 2022, organizzato ancora una volta dalla combriccola del Bar Corva da Papalina nelle Marche, ossia, dai dieci (circa) aspiranti giovani musicisti, che nel 2020 hanno ideato il gioco.

«I diritti sono depositati – spiega a nome di tutti Giacomo Piccinini che abbiamo raggiunto proprio a pochi giorni dall’inizio dell’Eurovision -. Il gioco sta crescendo, con Sanremo abbiamo contato 50.000 squadre. Le iscrizioni di Eurovision sono partite da una settimana e siamo già a quota 15.000. L’anno scorso furono 5.000, questo numero lo abbiamo raggiunto in pochissime ore non appena iniziato il gioco per Torino 2022».

E c’è di più, Malta, Lettonia, Norvegia, Repubblica Ceca, Albania, Mahmood e Blanco nonché i tre presentatori Laura Pausini, Alessandro Cattelan e Mika, hanno già parlato di FantaEurovision a dimostrazione di quanto interesse ci sia intorno alla gara nella gara che diverte e regala popolarità. Termine ultimo per formare la propria squadra, sempre di 5 cantanti, 9 maggio entro le 23,59. Cento i Baudi a disposizione.

I cantanti più forti? Ovviamente Mahmood e Blanco a quota 25 – che cercheranno di vincere il FantaEurovision come fecero l’anno scorso i Maneskin -, seguiti dalla Kalush Orchestra a 24. Tutte le quotazioni sul sito ufficiale www.fantaeurovision.com. «Se verremo a Torino? – continua Piccinini – È quello che speriamo di fare, solo che noi siamo musicisti, non abbiamo molte possibilità, quindi, lanciamo un appello ai torinesi: “Qualcuno ci potrebbe ospitare?”. Se nessuno si farà avanti, potremmo chiedere ai nostri amici universitari che studiano sotto la Mole». Già perché durante il periodo di Eurovision i prezzi degli alberghi e delle case, a meno che se ne trovino ancora di liberi, saranno certamente alle stelle.

Ma come faranno i concorrenti a giocare al FantaEurovision date le regole molto ferree imposte dalla gara le quali non consentono neppure di rivolgersi ai conduttori? «Abbiamo studiato bonus e malus ad hoc – continua Piccinini – e poi gli artisti potranno esprimersi attraverso i loro social o nei back stage, siamo sicuri che lo faranno». E in questo caso il punteggio salirà alle stelle. E accadrà anche se dopo l’esibizione si riceverà la standing ovation, se si ballerà il Moonwalk, se si infiammerà la chitarra, se si bacerà la telecamera, se si indosserà il papillon o se, in caso di una donna, si farà vedere il capezzolo. Guai a bestemmiare, invece, sputare, farsi squalificare. In tal caso si cadrà nel baratro

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