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Cronaca
LA STORIA

Il dramma di Pauline, portiera JWomen: la sua ex è stata trovata morta in casa

In questi giorni Peyraud-Magnin è agli Europei in Inghilterra. La loro relazione era finita da settimane

Qualcuno l’ha colta, nel momento dell’ingresso in campo, volgere uno sguardo e un gesto verso il cielo, ma per il resto nulla di più: Pauline Peyraud-Magnin, portiere delle JWomen, scende in campo con la sua nazionale all’Europeo nonostante la tragedia per la morte della sua ex compagna.

Camille Chantal Suzon Nell, 28 anni, è stata trovata priva di vita all’inizio del mese, anche se la notizia è filtrata solo dopo, nell’appartamento che le due avevano condiviso in via Mercantini: quando i carabinieri sono arrivati, la giovane aveva il volto sfigurato, azzannata probabilmente dai suoi due cani. Dall’autopsia è poi risultato un avvelenamento fatale.

Era stata Pauline stessa, in quei giorni in ritiro con la nazionale, ad attivare i soccorsi, avvisando il consolato francese di Milano che ha poi girato la chiamata ai carabinieri: Camille le aveva mandato un messaggio, allegando anche i codici per accedere ai suoi profili social (difatti la maggior parte delle foto e dei messaggi paiono essere stati cancellati). Una richiesta d’aiuto, per un momento di sofferenza: a quanto si appreso, Camille soffriva di una forma depressiva piuttosto seria. Il rapporto fra le due ragazze, spiega per esempio il quotidiano francese L’Equipe, si era interrotto da settimane, dopo una lunga convivenza.

Nessun commento ufficiale arriva né dalla Juve né dalla federazione francese, tantomeno dalla diretta interessata. Pauline, trentenne considerata uno dei migliori portieri al mondo, ex Arsenal e Atletico Madrid, è una persona piuttosto riservata: tanto che aveva molto colpito il fatto che, un paio d’anni fa, avesse dichiarato pubblicamente la propria omosessualità e svelato la convivenza con Camille, che l’aveva seguita dapprima a Madrid e in seguito a Torino.

Ora, come detto, pare che la loro relazione fosse finita, anche se Camille viveva ancora a Torino. Sull’accaduto è stata aperta un’inchiesta, affidata al sostituto procuratore Enrico Arnaldi di Balme, finalizzata soprattutto ad appurare cosa avesse ingerito la giovane: oltre a farmaci, si tratterebbe anche di acido muriatico. Il procuratore ai giornalisti ha spiegato di aver lavorato in stretto contatto con il consolato francese – forse anche per sentire la testimonianza di Pauline, che in queste settimane è in Inghilterra – e di aver soddisfatto «per quanto possibile, le richieste della famiglia».

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