CAMPI ARIDI siccità agricoltura
Cronaca
Bruciato quasi un terzo dei campi in Piemonte

Il dramma della siccità: «Già perso un miliardo e mancano gli invasi»

Intere colture distrutte per la mancanza d’acqua, e ora gli agricoltori chiedono: «Droni e piante resistenti al caldo»

«La siccità ha fatto danni per un miliardo di euro». A rendere nota la notizia è il presidente di Confagricoltura, Enrico Allasia, intervenuto ieri durante una conferenza stampa al circolo Armida in cui si è fatto il punto sulla situazione climatica e sulle ingenti difficoltà che stanno affrontando gli agricoltori del Piemonte. «Dei 3,85 miliardi di produzione – spiega Allasia – secondo le nostre rilevazioni circa il 30% è andato perduto, dal mais al riso, ma anche la frutta».

Un bilancio drammatico che potrebbe anche peggiorare, dal momento che siamo soltanto a giugno e le temperature decisamente al di sopra della media stagionale. E soluzioni al problema sembrano essercene ben poche. Anche perché in questi anni è mancata una pianificazione degli interventi. «La soluzione migliore sarebbe quella di realizzare degli invasi – spiega Allasia – ma servono tempo e tanti soldi, il progetto di Serra degli Ulivi è partito nel lontano 2001 e siamo ancora al punto di partenza, serve un budget da 380 milioni ma il Pnrr ne ha previsti soltanto 40. Non vorremmo rivivere l’esperienza dell’Asti-Cuneo». A dirsi preoccupato è anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Marco Protopapa, intervenuto alla conferenza di ieri in riva al Po: «Parliamo di siccità ma siamo soltanto a giugno, siamo in piena incertezza, ma stiamo potenziando gli invasi».

DRONI E “OGM”
Al momento la realizzazione di nuovi invasi sembra una chimera. In compenso si stanno studiando delle strategie per ridurre gli sprechi d’acqua al minimo. «Bisogna puntare su digitale e robotica – spiega il presidente di Confagricoltura Piemonte -, da una parte è necessario utilizzare sensori e droni per localizzare le aree più secche e irrigarle, dall’altra si possono utilizzare le biotecnologie per aumentare la resistenza delle piante allo stress del cambiamento climatico».

Nel frattempo però le aziende agricole, soprattutto quelle piccole, chiudono una dopo l’altra. «E necessario aiutare le imprese più produttive – sottolinea il presidente nazionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti che attacca il governo-, i finanziamenti dello stato non vengono ben spesi, devono essere pianificati meglio in base alle esigenze degli agricoltori e trovare il modo di potenziare l’irrigazione dei campi». Durante l’incontro è intervenuta anche la neo direttrice di Confagricoltura, Anna Barrile: «E’ necessario pensare a sistemi di accumulare l’acqua piovana in appositi accumuli in modo da portela utilizzare per irrigazioni controllata dei campi».

MANCA IL PRODOTTO
Con la siccità si accentua ulteriormente il problema della carenza delle materie prime, tema quanto mai scottante considerando la guerra in Ucraina e l’impossibilità a importare cereali. La semina dei terreni incolti stabilita dall’Europa? Appare piuttosto inutile. «Per essere autosufficienti dovremmo recuperare 3,3 milioni di ettari, circa il 30% dei 12 attualmente coltivati, ma questo è impossibile perché manca lo spazio fisico» ha sottolineato Giansanti, schierandosi contro la politica europea e mostrandosi preoccupato anche per il calo occupazionale -: oggi perdiamo circa il 35% delle aziende agricole, è necessario che le aziende diventino più grosse, quelle piccole invece dovrebbero proporre prodotti esclusivi e di qualità superiore per riuscire a sopravvivere».

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