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Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

Il divieto di ciabattare

Ah, l’estate! Il piacere dei pochi abiti indosso, che ti spogli e ti vesti in un amen, e non ti dico al mare, dove esci davvero in ciabatte, costume camiciola e via. Un momento: ho detto ciabatte? È diventata virale sui social una foto che ritrae un cartello stradale posto a Castiglioncello, ridente paesino balneare sul mar Tirreno a poche miglia da Livorno. Il cartello è un segnale di divieto sul quale sono disegnate in nero due ciabatte infradito. La dicitura maiuscola è “divieto di ciabattare”. Ciabattare è anche sottolineato. E sotto c’è persino la traduzione in inglese “no shuffle around”. Uno dei piaceri dell’estate è anche chiacchierare di queste baggianate, magari al bar davanti a uno spritz, o sotto l’ombrellone o al parco su una panchina, quando è difficile lasciare il fresco della notte per avviarsi a sudate insonnie: “Hai visto il sindaco di Castiglioncello? – dici il cartello? Roba da pazzi! Ci mancava il divieto di ciabattare con tutti i problemi che ha l’Italia – ma per me ha fatto bene, quel rumore è davvero intollerabile – io francamente non lo sento neanche, sono altri i rumori che mi rugano d’estate – sì, le ciabatte ancora ancora, ma gli zoccoli strascicati non li sopporto proprio – oh, come ll’è che ‘un ti garbano gli zoccoli e te ttu va’ pazzo per le zoccole?” E via cazzeggiando. Per fortuna è una bufala. Nessun sindaco, neanche grillino, si sognerebbe mai di apporre un cartello così sciocco. Quello fotografato è falso, costruito da qualche genio della pro loco per far parlare di Castiglioncello. Oppure da qualche nevrotico abitante della via che davvero non sopporta il ciabattìo estivo. E poi magari russa come un diesel del 1950.

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