L’IPOTESI Spunta una pista per spiegare la tragedia

Il diplomatico morto per cercare di salvare l’amico finito nel Po

Le analisi rivelano che i due avevano bevuto. Blair potrebbe essere scivolato dalla sponda

A sinistra John Blair e a destra Alrae Ramsey

Avevano bevuto Alrae e Blair. Di sicuro un bicchiere di vino bianco e una media rossa in pizzeria, probabilmente altri drink prima o dopo quella che, sono quasi certi gli inquirenti, è stata la loro ultima cena. E’ questo il verdetto degli esami tossicologici da cui è emersa per entrambi una concentrazione di alcol di 1-1,5 grammi/litro, e se è vero che le analisi andranno approfondite, è pur certo che una eventuale correzione dei dati non potrà avvenire che per eccesso. Quando una persona annega l’acqua entra in circolo, diluisce il sangue e le sostanze che contiene, per cui il valore di alcolemia poteva essere più alto quando sono finiti nel Po. Secondo la letteratura, in ogni caso, un tasso tra 0,8 e 1,2 grammi litro è già sufficiente a produrre un’azione depressiva sui centri motori, perdita dell’autocontrollo, disturbi dell’equilibrio. E sintomi di questo tipo non fanno che suffragare la prima ipotesi della squadra mobile, secondo cui dietro il dramma potrebbe non esserci altro che un banale quanto tragico incidente.

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