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Il Borghese

Il Covid si vince solo col vaccino

Parto da lontano, anche se si tratta solo di sabato scorso. Da quelle immagini scattate al Valentino, con un mare di gente – non solo ragazzi, anzi intere famiglie – stravaccata sull’erba, senza geometrie da distanziamento. Centinaia? Macché molte, molte di più. E il Valentino è solo l’esempio sotto casa. Il giro di valzer dell’ultima ora di libertà prima del cartellino rosso del “vietato uscire” ha contagiato ogni fazzoletto verde. Senza contare la campagna, i monti, i laghi. Quanto valga questa libertà in termini di contagio non è dato di saperlo, ma certo con gli esempi della passata estate, credo che abbiamo capito tutti che l’unica speranza di uscire da questa tragedia cinese è il vaccino. O meglio la copertura più vasta possibile con ciò che governo e Big Pharma ci forniranno. Che siano fiale targate Pfizer, Moderna, Johnson & Johnson o Sputnik, sempre che il vaccino di Putin sia bene accetto, non fa differenza. Compreso AstraZeneca che oggi è nel limbo per “morti sospette” che forse sono solo la punta dell’iceberg di una guerra tra potenti, complice una giustificabile paura e un’informazione politico-scientifica con qualche buco nella rete. Con le restrizioni di un’Italia multicolor che scivola sempre più nel rosso non vinceremo mai la guerra al Covid. C’è sempre qualche pesciolino che scappa dalla bolla, ci sono le varianti, c’è un’economia a pezzi che rischia il tracollo. La domanda vera è: ce la faremo a resistere fino a che la vaccinazione di massa sarà una realtà? Il blocco di AstraZeneca è un’altra zeppa sotto le ruote di un carro già lento. E fa dilatare il tempo di una ritrovata libertà. Quando sarà il mio turno, io mi farò vaccinare. Spero anche voi.

fossati@cronacaqui.it

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