GreenPass
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Il coraggio di decidere

Super Green Pass per tutti i lavoratori. Sia pubblici che privati. Gli scienziati premono sul governo, la politica temporeggia mentre il premier Draghi pare deciso ad affondare il colpo. Già mercoledì come antipasto per i ministri riuniti in consiglio. Un passo propedeutico ad una misura ancora più drastica: l’obbligo vaccinale dai 21 anni in su per saltare l’età scolare. Ma anche un provvedimento che va nella direzione di preservare il Paese da un altro lockdown che sarebbe fatale alla nostra economia e, comunque, non ci farebbe vincere la battaglia contro il Covid e le sue varanti, Omicron compresa. Se accadrà, perché l’insalata russa che compone la maggioranza che sostiene Draghi potrebbe riservare sorprese, l’Italia farebbe un passo avanti nella prevenzione del virus dando seguito all’ope – razione Figliuolo che ha portato il 90 per cento degli over 12 ad aver ricevuto almeno una dose di vaccino, con l’incognita purtroppo rappresentata da quei 6 milioni di adulti che non sono ancora vaccinati. E non si tratta solo di No Vax, ma anche di anziani quasi equamente divisi tra alcune regioni del nord e del meridione. Il Super Green Pass dunque rappresenterebbe una tappa per mettere in sicurezza aziende e uffici (in pratica tutta o quasi l’economia) spingendo gli under 65 al vaccino. Di fatto una sorta di anticamera dell’obbligo generalizzato sul quale la politica è divisa mentre dal mondo sindacale più voci invocano una decisione coraggiosa, sostenuta da una legge ordinaria votata dalle Camere. Sullo sfondo, come si può immaginare, resta vivo più che mai il problema di sempre: aumentare il numero dei vaccinati erodendo quella fascia di indecisi che ora sommano ai danni della variante Delta quelli di Omicron che pare meno feroce, ma produce contagi a ripetizione come raccontano i bollettini quotidiani, Piemonte e Torino compresi. Un quadro complesso che ora richiede determinazione. Se non addirittura il coraggio di decidere, se non vogliamo che il Paese si trasformi in una grande macchia rossa. Con i guai che ne conseguono.

beppe.fossati@cronacaqui.it

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