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Buonanotte
L’EDITORIALE

Il convitato di pietra

Nell’intervista di ieri al generale Cabigiosu ci sono dotte analisi sulla situazione bellica in Ucraina, in campo e fuori, e un parere interessante sull’eventuale ritorno della leva in Italia. Ma manca un parere sul convitato di pietra: l’opzione nucleare. Chi ha l’atomica, se scende in guerra, potrebbe usarla vedendosi battuto, scatenando il finimondo. Muoia Sansone con tutti i filistei. E quale sarebbe lo scenario del pianeta dopo un conflitto nucleare allargato? Cernobyl fu un petardo, al confronto. Intere capitali spazzate via (case, cose e abitanti) con una sola testata. Nubi radioattive che avvelenerebbero terra, acqua e aria di interi continenti. Si salverebbero (in parte) l’Africa, il Sud America e l’Australia. Ma l’uomo non si estinguerebbe.

Dagli attuali 8 miliardi di abitanti caleremmo forse a due. Un buon reset. Senza contare gli immuni alle radiazioni (a Hiroshima, Nagasaki e Cernobyl non morì il 100% dei sopravvissuti) che trasmetterebbero questa caratteristica genetica ai discendenti. Ma io rifiuto anche la logica delle guerre “convenzionali”.

Sto col Papa. Invece di pensare di ricostruire un esercito di leva, magari “alla svizzera” come suggerisce Cabigiosu, manderei a casa tutti i militari, venderei le armi e userei quel 2% di Pil per aiutare i poveri. Cosa ci può capitare, disarmati? Al massimo di essere invasi senza far danni da qualcuno che installerebbe un governo fantoccio. Per noi cambierebbe poco. Peggio di adesso, con le tasse al 64%, la censura sui social e la magistratura faziosa, non sarebbe. Quanto alla democrazia, a noi basta il diritto di mugugno e di corteo. Abbiamo già visto col green pass come rispettano la costituzione i nostri governanti.

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