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Salute
IL CALCOLO

Il “conto” dei No Vax in ospedale: 2,5 milioni in otto giorni per curarli

La spesa media per 24 ore di ricovero in terapia intensiva oscilla tra i 1.600 e i 3mila euro

Farmaci, ventilatori, macchinari, manutenzione e tutto il personale medico e infermieristico che serve. La terapia intensiva in Piemonte costa, in media, tra i 1.600 e i 3mila euro al giorno. «Ma può schizzare fino a 8mila euro se si è costretti a ricorrere all’Ecmo» avverte il dottor Giovanni Di Perri, primario all’Amedeo di Savoia di Torino. «È un macchinario estremamente sofisticato che prende il sangue da una vena, lo ossigena, e lo restituisce al paziente – sottolinea Di Perri -. Deve essere sterilizzato di volta in volta e ci sono diversi componenti monouso». Il “conto” viene presentato al Servizio sanitario nazionale, ovviamente. Considerando che in questo momento le terapie intensive del Piemonte sono occupate per circa l’80% dei casi da soggetti non vaccinati, il bilancio di quanto costa curare i No Vax è presto fatto. Se la permanenza media in terapia intensiva è di otto giorni, ogni ricovero costa circa 24mila euro. Basta poi guardare al bollettino diramato ogni sera dall’Unità di Crisi per osservare come i No Vax in gravi condizioni siano poco più di cento, in questo momento. In altre parole servono 2,5 milioni di euro di spese mediche.

«Oggi gli ospedali sono impegnati nello smaltimento da infezioni Covid di tipo Delta, che era la variante più virulenta – sottolinea ancora Di Perri -. La Omicron dovrebbe essere meno violenta, ma sapremo leggere meglio la situazione solo tra qualche settimana. Speriamo che sia davvero così». L’unica soluzione concreta a cui aggrapparsi, non manca di rimarcare Di Perri, è quella del vaccino. Non solo la terza dose, ma la prospettiva di una nuova formula che possa essere efficace contro le mutazioni più recenti del virus. «Una caratteristica della variante Omicron sembra essere quella di colpire in modo più acuto le vie respiratorie più alte, provocando mal di gola e raffreddore e lasciando più liberi i polmoni. Se si confermasse questa tendenza vorrebbe dire che la malattia si sta sviluppando in modo meno aggressivo per vie aree basse». Nel frattempo, il conto delle terapie intensive lievita e, con i numeri attuali, si calcolano 10 milioni di euro spesi al mese.

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