Giovanni Mantellero
Cronaca
VIA MIGLIETTI

Il Comune: «Ora via la gru». L’impresa: «No, resta dov’è»

Parla Mantellero, proprietario del manufatto di San Donato: «Andrò al Tar»

Ora ci si mette pure il Comune, che ne ha ordinato la rimozione. Ma Giovanni Mantellero, di togliere quella gru non ci pensa nemmeno. «Farò causa al Comune, ho già pronto il ricorso al Tar», tuona il capo dell’impresa Recanzone e proprietario della gru della discordia, quella di via Miglietti, che prima i cittadini di San Donato tramite l’ennesimo esposto e adesso anche Palazzo Civico, vogliono smantellare.

La gru, alta più di 35 metri, per qualcuno rappresenta il classico “pugno in un occhio” che rovina l’armonia dei palazzi del quartiere. A San Donato c’è chi storce il naso circa la presenza della gigantesca struttura e dopo un primo esposto datato 2018, ora ne è stato presentato un altro. Mentre in Comune il caso è stato sollevato da Silvio Magliano, capogruppo uscente dei Moderati, che ha parlato di «manufatto ingombrante che va immediatamente rimosso». Trattasi, di fatto, di una gru che è stata montata per dei lavori edili, per la ristrutturazione di un immobile, ed ora si trova in un magazzino di proprietà dell’impresa che fa capo a Mantellero. Ad oggi, la gru serve per spostare materiali nel cortile. E il costruttore non la toglierà tanto facilmente. «Se arriveranno i vigili, io non li farò entrare», assicura Mantellero. Che poi rincara la dose contro il Comune: «Quell’ordine di sgombero è un atto immotivato, allora vuol dire che per Palazzo Civico la proprietà privata è un furto». Per il costruttore, la gru è più che a posto. «E’ in perfetto stato manutentivo, ha superato controlli decennali, quinquennali, annuali e trimestrali eseguiti da enti certificatori indipendenti».

Nel 2018, l’impresa Recanzone aveva presentato una Scia per ristrutturare la sede. I lavori dovevano finire alla fine di quest’anno ma, a seguito di una comunicazione via Pec, l’impresa ha chiesto di far slittare le operazioni al 2023. «Ho usato quanto previsto dal decreto Cura Italia, sono in regola. In questo quartiere – conclude Mantellero – c’è spaccio di droga, sporcizia e degrado, ma a quanto pare interessa solo la mia gru».

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