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Economia
L’ALLARME

Il commercio, prima emergenza: «A Natale rischiamo di perdere 400 milioni»

Banchieri (Confesercenti): «Il governo Meloni prolunghi gli aiuti economici alle nostre imprese»

Negozi chiusi, dipendenti a casa, e spese per Natale ridotte all’osso. Sono le stime fatte da Confesercenti sul commercio in Piemonte, sulla base di un sondaggio condotto insieme a Swg che ha preso in esame un campione di consumatori tra i 18 e i 65 anni di età. Un dato più di tutti preoccupa: quello degli acquisti che non ci saranno nei negozi. Da qui a Natale si spenderanno 400 milioni di euro in meno nei negozi del Piemonte. Sotto la pressione di caro-vita e bollette, infatti, il 68% dei consumatori intervistati prevede di ridurre gli acquisti da qui a fine anno: e se il 39% per ora si concentra sulle spese “superflue”, il 29% ha messo in conto tagli su tutte le voci di spesa. Solo il 19% ritiene di poter lasciare invariato il budget, mentre appena il 5% incrementerà i consumi. Sempre sulle spese, il 60% degli intervistati ritiene che le condizioni economiche e sociali delle prossime feste saranno peggiori di quelle del 2021 e quasi la metà dei consumatori (49%) taglierà sui regali: il 25% progetta di spendere tra il 10 e il 30% in meno per i doni, mentre il 24% porterà la riduzione oltre questa soglia. Solo il 4% aumenterà la spesa per le sorprese sotto l’albero, a fronte di un 36% che la manterrà invariata.

A Natale poi quasi nessuno andrà più in vacanza: il 69% ha deciso che non partirà, solo il 10% ritiene che si concederà un viaggio a fronte di un 21% ancora incerto. Chi parte, comunque, riduce la spesa: quella prevista è di 492 euro, quasi 200 euro in meno dei 683 euro del 2019. E poi ci sono i negozi che chiudono: negli ultimi tre anni Torino ne ha persi 8mila e i dati che arrivano dalla Camera di commercio rincarano la dose: nel secondo trimestre 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021 il saldo è negativo sia per il commercio fisso (meno 170 attività a Torino, 341 con la provincia), sia per i mercati (meno 119 attività a Torino, 186 con la provincia), sia per la somministrazione (meno 33 attività a Torino, 48 con la provincia). Negozi chiusi uguale disoccupati, perché il calo del numero di imprese ha riflessi negativi sull’occupazione, con la perdita di oltre 800 addetti solo a Torino, che diventano quasi 1500 con la provincia.

Ed è Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti, a lanciare l’allarme chiedendo aiuto al nuovo governo guidato da Giorgia Meloni, che proprio ieri ha tenuto la sua prima riunione in Consiglio dei ministri: «Bisogna intervenire con urgenza. Al nuovo governo – afferma Banchieri – chiediamo di inserire tra le priorità il prolungamento e il rafforzamento dei sostegni fino a quando il calo dei prezzi degli energetici non beneficerà famiglie e imprese. Ma anche di pensare a una detassazione straordinaria delle tredicesime, intervento che darebbe impulso a consumi e fiducia».

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