CENISIA La replica dell’Atc: «L’occupante non ha il diritto di stare in quell’alloggio»

Il comitato si ribella allo sfratto: sit-in di protesta in via Vochieri

Rinvio di alcuni giorni per l'atteso sgombero dell'appartamento al civico numero 10

Doveva essere il giorno del suo sfratto ma alla fine si è concluso tutto con un rinvio di alcuni giorni. Il signor Luciano, residente al civico 10 di via Vochieri, quartiere Cenisia, era sostanzialmente diventato un “abusivo” dopo la morte della madre. Per questo motivo, in aiuto dell’uomo, si è mosso ieri mattina anche il comitato popolare “Vallette Lucento”. Con un sit-in di protesta, e tanto di striscione polemico, davanti alla casa. Nella speranza di convincere l’ufficiale giudiziario e l’Agenzia a un passo indietro.

«Per Atc – spiegano i rappresentanti del comitato – risulta un occupante senza titolo nonostante abbia sempre vissuto qui, prima che la madre lasciasse per sempre questo nostro mondo». Una protesta sfociata in un attacco al presidente Mazzù: «Basta sfratti in case Atc. Mazzù, senza titolo sei tu» la frase comparsa su un manifesto. « L’appartamento di via Vochieri 10 – replicano da corso Dante – era regolarmente assegnato ad un’anziana signora che viveva sola e che è morta a febbraio dello scorso anno». A seguito di questo caso il figlio ha chiesto il subentro al contratto di affitto. «Tuttavia, per legge, non è previsto che lo ottenga dal momento che, alla morte dell’assegnataria, non risultava né ospite dichiarato né componente del nucleo familiare».

Da febbraio dello scorso anno Atc ha notificato al signore, con tutti i mezzi previsti per legge, che avrebbe dovuto lasciare quell’abitazione in quanto occupante senza titolo. «Ieri – concludono dall’Agenzia – era fissato il primo avviso di sfratto, ancora non esecutivo. Tuttavia, la legge non prevede che possa rientrare in quell’appartamento. Se ne ha i requisiti, può presentare domanda di casa popolare: il bando è aperto fino all’11 maggio. Per aver diritto all’assegnazione deve però liberare l’appartamento». Ma i comitati torinesi in difesa del diritto alla casa non ci stanno e passano al contrattacco: «Bisogna trovare una soluzione, non si può lasciare quell’uomo in mezzo a una strada».

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