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Cronaca
Servono nuovi spazi per i servizi di salute mentale

IL CASO. L’Asl cerca una sede e scorda l’Astanteria lasciata nel degrado

L’edificio d’epoca abbandonato cade a pezzi. I locali dovranno essere affittati dai privati
Il portone su largo Cigna è serrato, le recinzioni sigillate con le lamiere, pesanti lucchetti chiudono ogni ingresso. Vetri rotti, rifiuti ovunque, odori nauseabondi dagli anfratti usati come latrina. L’unico segno di vita, in questo ex ospedale con una facciata tutelata dai beni architettonici, è sui rami degli alberi che vennero piantati per ornare il giardino. Palme da dattero, ginestre in fiore e peschi carichi di frutti che si fanno spazio tra i cespugli di quelle piante infestanti che conferiscono un’aria ancor più sinistra a questo monumento al degrado nel cuore del quartiere Aurora.
Inaugurato nel 1923, bombardato durante la guerra e poi ricostruito, l’ospedale progettato dall’ingegnere Carlo Sgarbi è chiuso dal 1997 e completamente dismesso dal 2003. Vent’anni di abbandono, di promesse non mantenute e progetti rimasti soltanto sulla carta come quello di vendere lo stabile con un’asta lanciata anche in Russia e ni Cina nel 2013 e andata deserta l’anno dopo. L’Astanteria Martini, oggi, è uno dei tanti monumenti al degrado in una fetta di Torino che, tra Lingottino e Grandi Motori, alle promesse non mantenute è ormai abituata.
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