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Cronaca
Accusati di tentato omicidio, due sono profughi

IL CASO. Aggrediscono poliziotto per buttarlo dal balcone. Arrestati quattro pusher

L’agente voleva impedire di gettare via la droga. I colleghi l’hanno salvato afferrandolo al volo

La porta del bagno sul balcone è rimasta aperta, sui fili da stendere penzolano due paia di scarpe da ginnastica messe ad asciugare al sole. La tenda di plastica è tirata da una parte, strappata, proprio lì dove un poliziotto ha rischiato di morire ammazzato da un gruppo di spacciatori che, dopo averlo preso a calci e pugni per disfarsi della droga, hanno cercato di buttarlo giù dal quarto piano. È stato l’istinto di due colleghi che l’hanno afferrato per la cintura a salvare la vita all’agente spinto dai pusher nel vuoto. E grazie all’intervento di altre volanti di supporto, i quattro africani che avevano trasformato un alloggio di via Leinì in covo sono finiti in manette. Sono tutti senegalesi, due hanno un permesso di soggiorno per motivi umanitari, gli altri sono irregolari. Gli investigatori li hanno notati in piazza Montanaro e nei pressi di via Verres, pedinati per giorni e poi, individuato l’alloggio in cui tornavano dopo il “lavoro”, sono entrati in azione.

L’operazione scatta quando sono da poco passate le dieci di lunedì: dal condominio in via Leinì 74 esce un africano che ha l’obbligo di firma in via Botticelli dopo un precedente arresto. Gli investigatori lo conoscono bene, ma anche lui non ha dimenticato il volto di chi gli ha stretto le manette una volta e, quando si accorge di essere seguito, getta a terra un mazzo di chiavi. Gli agenti le raccolgono, quella a T apre la porta a destra al quarto piano. Due poliziotti entrano, sdraiati su un divano nel soggiorno ci sono tre africani, il collega resta fuori con il senegalese fermato, che a un certo punto lo spintona per guadagnare la fuga. 

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