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Cronaca
CHIVASSO

Il canile della legalità lotta contro il traffico dei cuccioli di razza

Cento volontari per l’associazione Apachi

«Innamorata della mia bimba Lulù. Sembra che sia con noi da sempre. Tutti noi la amiamo immensamente. Grazie infinite agli stupendi volontari». È una delle tante lettere che riceve la Apachi che opera all’interno del canile di Chivasso da oltre venti anni e che testimoniano l’impegno e l’amore verso gli animali. L’associazione, che conta circa cento fra volontari e soci sostenitori esercita la propria attività occupandosi dei cani presenti, cercando di migliorare la loro vita di relazione interagendo con loro mediante uscite in passeggiata e collaborando con il personale preposto per la preparazione e somministrazione dei pasti. Particolare attenzione viene prestata all’aspetto sanitario. Oltre alle normali visite veterinarie, vaccinazioni e profilassi antiparassitarie interne ed esterne, in casi particolari ci si avvale dell’opera di specialisti e della clinica universitaria di Torino. Poiché il fine ultimo è quello di trovare una nuova e adeguata collocazione ai cani ci si avvale della collaborazione di comportamentisti e educatori cinofili. Proprio questo ultimo punto è uno dei fiori all’occhiello del sodalizio chivassese, come sottolinea la presidentessa Francesca Turigliatto«Il nostro sistema sovverte quello classico che vede l’affidamento del cane dopo un’analisi del suo proprietario futuro. Noi – prosegue la Turigliatto – utilizziamo invece lo studio dell’animale, del comportamento e della vulnerabilità, della sua predisposizione a stare o meno con bambini o di essere adottato da un giovane, anziano o da una famiglia che si possa rivelare l’affidatario ideale».

L’associazione si occupa oltre che dei cani ospiti della struttura anche di adozioni a distanza e di aiutare le famiglie che hanno un cane con problemi di salute e non possono curarlo. Con l’aiuto di medici e volontari viene studiata la situazione dando vita ad una campagna di crowdfunding anche attraverso i social.

L’associazione da tempo si batte anche contro la tratta dei cuccioli di razza, spesso venduti a prezzi irrisori o molto più bassi di quelli che si potrebbero avere presso un allevatore specializzato. Questo è possibile grazie a incroci pericolosi, senza criteri selettivi perché i test per verificare la presenza di tare genetiche costano cari. Nessuno controlla le patologie oculari, la displasia dell’anca e le malattie cardiache ereditarie. Se i genitori ne sono affetti non vengono esclusi dalla riproduzione (come avviene in un buon allevamento), i cuccioli ereditano queste malattie e quando crescono subentrano i problemi che possono portare alla loro morte prematura o a casi di abbandono.

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