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ABBADIA DI STURA

Il camposanto va sott’acqua. “I nostri cari irraggiungibili”

La denuncia di Mario, disabile e cieco: «Mettete le tettoie»

Addentrarsi nel cimitero dell’Abbadia di Stura di strada Settimo significa andare incontro a dei disagi. Almeno quando piove. Di questo ne sono convinti alcuni cittadini che la scorsa settimana, causa temporali, hanno rinunciato ad andare a visitare le tombe dei loro cari. Tra questi spicca il signor Mario, 63 anni, disabile e cieco a causa del diabete. L’uomo, alcuni giorni fa, si è recato a trovare la moglie al camposanto. Ma muovendosi con la sola sedia a rotelle, e non avendo una salute di ferro, ha deciso di fare marcia indietro. «Pioveva troppo e non volevo bagnarmi e prendermi una polmonite. Così, a malincuore, sono dovuto andare via» racconta Mario.

A denunciare la situazione è il capogruppo di Fi della circoscrizione Sei, Domenico Garcea. «Quando piove spiega Garcea – i parenti non possono tranquillamente andare a trovare i propri cari perché non sono al coperto. E quindi si bagnano. La colpa è di chi ha progettato e costruito le nuove palazzine cimiteriali». Secondo Garcea il Comune dovrebbe intervenire e finanziare un intervento. «Almeno per il rispetto dei defunti e dei parenti – continua Garcea -. L’Abbadia ha bisogno di un lavoro tampone, le persone che frequentano il cimitero sono davvero tante».

Secondo Afc, però, l’intera area del cimitero di Abbadia risulterebbe pienamente accessibile a tutti, anche a coloro che hanno problemi di deambulazione o mamme con passeggini e carrozzine. «Le cellette in questione sono recenti e riprendono la tipologia progettuale diffusa in tutti i cimiteri torinesi». In tutti i cimiteri sia le cellette che si trovano presso i muri, sia i nuovi complessi, risultano sprovviste di coperture esterne. «Se la Città decidesse di intervenire – continuano da Afc – dovrebbe pensare a un progetto globale. Non sarebbe corretto operare solo in un punto, su richiesta di una singola famiglia».

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