campo clochard
Cronaca
IL FATTO

Il “campo clochard” in centro: «Un atto politico necessario»

L’accoglienza è cominciata con qualche giorno d’anticipo nelle tende del Comune

L’impatto è impressionante. Le tende mimetiche della Croce Rossa con le brande pronte per accogliere una quarantina di senzatetto, già dalla scorsa notte, sono piazzate tra l’area archeologica delle Porte Palatine e il Duomo. Evocano uno scenario bellico, apocalittico, a due passi da alcuni dei più importanti simboli della città e dal Comune, proprio al centro di uno dei percorsi storici che visitatori e turisti privilegiano a ridosso di Porta PalazzoUna scelta forte, piazzarle lì. Una decisione che il Comune ha preso insieme con Diocesi, Caritas e Soprintendenza per rispondere all’emergenza dei clochard e in particolare all’occupazione del portico di piazza San Giovanni. Trasformato, ormai da mesi, in dormitorio per i senzatetto, i profughi e i richiedenti asilo. Un vero e proprio atto politico, per non rispondere solo con gli sgomberi.

Per almeno un mese, infatti, quelle tende saranno quasi un simbolo. «Possiamo dire che è un atto politico e che è stato intrapreso anche con il sostegno della Diocesi, per cui nulla osta il fatto che le tende siano davanti alla cattedrale» spiegano gli assessori Jacopo Rosatelli e Gianna Pentenero. «È un modo per rendere visibile un problema e allo stesso tempo mettere in moto dinamiche di recupero, volendo, reinserimento sociale di chi ne avrà desiderio ma il fatto che sia in pieno centro, oltre ad essere più accessibile a chi magari non raggiunge le strutture già aperte in via Traves, servirà anche a mostrare uno dei problemi sociali che spesso siamo portati a non considerare se non in termini di decoro o fastidio» aggiunge Pentenero. «Gli ospiti saranno tutti registrati con le loro generalità e provvederemo anche alla sorveglianza epidemiologica attraverso tamponi in caso di necessità» aggiunge il responsabile dell Croce Rossa, Giuseppe Vernero. A supportare, invece, percorsi di conoscenza e inserimento sarà la Caritas insieme con gli uffici municipali che si occupano di politiche sociali attive. «Lo scopo vuole essere anche quello di fare emergere le situazioni che, per un motivo o per l’altro, hanno portato queste persone a vivere per la strada. Non sempre è una scelta ma il precipitare di più situazioni». E lo si capisce bene incrociando lo sguardo di Abdil, somalo di 32 anni che fatica a spiegarsi se non facendo intendere con gli occhi la serenità di poter dormire al caldo. Almeno stanotte. «Saremo al sicuro?» domanda, sembra quasi non crederci. Attorno a lui un gruppo di giovani scatta fotografia al tramonto, ignorando tende e clochard. Senza alcuno stupore, come se non esistessero.

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