La Guardia di finanza di Torino sequestra falso caffè del Guatemala: una denuncia
News
Blitz della Finanza in un negozio del quartiere Vallette. Imprenditore nei guai per frode in commercio: rischia fino a 3 anni di carcere

Il caffè del Guatemala arrivava da Vietnam e Uganda: sequestrate più di 100mila confezioni [FOTO E VIDEO]

Le Fiamme gialle hanno sequestrato anche orzo, ginseng e imballi impiegati nel confezionamento, comprese le cialde destinate ai clienti dei bar di Torino e provincia, nonché macchinari e attrezzature impiegate nel processo industriale

Commercializzava caffè del Guatemala di qualità rinomata, tipo l’arabica, ma che del paese centroamericano aveva ben poco. Quella miscela, infatti, proveniva da paesi come Vietnam e Uganda. E’ quanto ha scoperto, nei giorni scorsi, la Guardia di Finanza di Torino che ha sequestrato, in una società torinese del quartiere Vallette, oltre 10.000 confezioni di caffè già pronte per essere immesse sul mercato ed altre 100.000 ancora da confezionare; 500.000 euro il valore della merce sequestrata.

L’OPERAZIONE DEI “BASCHI VERDI” DEL GRUPPO TORINO
I baschi verdi del Gruppo Torino, nel corso dell’intervento, hanno sequestrato anche derrate di caffè, orzo solubile, ginseng in polvere ed imballi impiegati nel confezionamento della “merce”, comprese le classiche cialde destinate ai clienti dei bar di Torino e provincia, nonché i macchinari e le attrezzature impiegate nel processo industriale.

GINSENG ED ORZO PROVENIVANO DA CINA E POLONIA
Le indagini dei Finanzieri hanno consentito, inoltre, di ricostruire la filiera relativa all’importazione dall’estero dei prodotti destinati al mercato torinese. Nel caso del ginseng e dell’orzo, i paesi di provenienza erano CinaPolonia. La merce veniva importata da lì senza subire alcun processo industriale di trasformazione “sostanziale” e poi finiva in commercio con l’indicazione di prodotto italiano.

ANCHE IL CAFFE’ ERA “CONTRAFFATTO”
Il caffè, invece, pur riportando l’indicazione di provenienza di uno dei paesi più noti al mondo quale produttore di caffè, nella fattispecie il Guatemala, era composto, di fatto, da miscele asiatiche e, in minor percentuale, da altre provenienti dal sud-america. Inoltre, il prodotto era destinato ad un packaging, ad atmosfera protettiva, riportante un marchio contraffatto.

DENUNCIATO PER FRODE IN COMMERCIO
Il responsabile dell’attività commerciale, un imprenditore italiano sessantenne, operante nel settore da anni, dovrà ora rispondere, davanti all’autorità giudiziaria, di frode in commercio nel settore alimentare. Rischia fino a 3 anni di reclusione.

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo