BuonoBruttoCattivo
Buonanotte

Il buono, il brutto e il cattivo

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

Aiutatemi a capire, è difficile. Non capisco, ad esempio, come sia possibile difendere la pubblica amministrazione italiana dopo aver letto che a Treviso l’Inail ha riconosciuto un indennizzo di 20mila euro a una sua impiegata infortunatasi mentre era a casa in smart working. “Infortunio sul lavoro”, dicono. Come minimo le sarà esploso in faccia il Pc! E quell’altro impiegato alla Sanità di Catanzaro che ha ricevuto lo stipendio per 15 anni pur non essendosi mai, dico mai, presentato al lavoro un solo giorno?

Poi ci sono i nostri timonieri, i ministri. Quello agli esteri, Di Maio, non ha detto una parola sull’incredibile video di Grillo che sbraitava per difendere il figlio, accusato di stupro di gruppo, dal processo che deve ancora iniziare. Eppure è lo stesso Di Maio che disse a Berlusconi “bisogna difendersi nel processo, non dal processo”. Difficile capirlo. Forse Giggino è un mitomane seriale: si è appena intestato il merito del ritiro dei militari italiani dall’Afghanistan, definendolo “una decisione storica”. In realtà il ritiro è stato deciso da Biden e “ubbidito” dalla Nato, ma la tentazione di farsi bello con le piume altrui era troppo forte…

E, visto che siamo finiti in Usa, è difficile anche capire come mai Aleksei Navalny, che spiava Putin, è considerato un martire della libertà mentre il giornalista Julian Assange, che spiava i segreti americani, è considerato una spia e un terrorista. Dove sono le organizzazioni per i diritti civili, Amnesty International & Co, quando si tratta di spendere una parola per Assange? Siamo sicuri che lui sia il cattivo e Navalny il buono? Come dicevo all’inizio: è davvero difficile capire. O meglio si capisce fin troppo…

collino@cronacaqui.it

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo