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Cronaca
IL RETROSCENA

Il boss e la figlia con l’amante torinese: «L’unica donna che ho amato davvero»

Nel diario segreto Diabolik se la prende con il destino perché non ha mai potuto conoscere la donna

Nel primo covo, chiuso nel comodino, i carabinieri hanno trovato il diario di Diabolik. Un diario che non contiene nomi di complici, cifre su transazioni di droga, interessi d’usura praticati dai suoi picciotti, oppure l’elenco di politici o imprenditori corrotti. No, è un diario personale in tutti i sensi, dove Matteo Messina Denaro manifesta un pizzico ma nulla di più, di umanità. Sono i suoi pensieri, le sue riflessioni su quell’unica donna che forse ha amato e ama davvero e che non ha mai potuto avere, la figlia Lorenza, frutto di una relazione tra il boss e Francesca (Franca) Alagna, siciliana, ma con un vissuto anche piemontese, la donna ha abitato alcuni anni a SantenaScrive Diabolik: «Io non conosco mia figlia. Non l’ho mai vista – si legge in una delle sue lettere tratte dal diario e inviate con lo pseudonimo Alessio all’ex sindaco di Castelvetrano, Antonino Vaccarino, che si faceva chiamare Svetonio -, il destino ha voluto così. Spero che la vita si prenda tutto da me per darlo a lei. L’unica donna che ho amato non l’ho mai potuta avere. Non conoscere i propri figli è contro natura». Contro natura come uccidere e sciogliere nell’acido un ragazzino di 15 anni, Giuseppe Di Matteo, condannato a morte proprio da Diabolik. Gli aneliti del padrino malato terminale, sembrano, però, non arrivare al cuore di Lorenza, 25 anni, studentessa universitaria, un marito e già mamma: «Di lui – ha detto subito dopo l’arresto del padre -, non voglio sapere niente, che torni da dove è venuto. Non voglio stare sotto i riflettori! Basta, io sono una ragazza normalissima come tutte le altre. Lasciatemi perdere, anzi, fate finta che io non esista». Eppure c’è un post sul suo profilo social, datato un anno fa, proprio nel giorno del compleanno del boss, in cui Lorenza Alagna (non ha mai voluto prendere il cognome del padre), posta un grosso cuore pulsante e scrive: «Quanto vorrei l’affetto di una persona e, purtroppo, questa persona non è presente al mio fianco e non sarà mai presente per colpa del destino». L’arresto del padre significa una liberazione anche per lei, perché durante gli anni di latitanza di Diabolik, la giovane è sempre stata sorvegliata dalle forze dell’ordine, nella speranza che il boss di Cosa Nostra facesse un passo falso pur di incontrare la figlia che non aveva mai visto. Infatti Lorenza Alagna è nata il 17 dicembre 1996, quando il padrino era già uccel di bosco. Ed è sempre durante la latitanza che Matteo Messina Denaro aveva conosciuto Francesca Alagna. Era il 1995 e da quella relazione, dopo poco più di un anno, è nata Lorenza che è cresciuta senza vedere nessuno, perché ospitata nella casa della mamma del boss a Castelvetrano, almeno fino al suo 18esimo compleanno, quando se ne è andata «il più lontano possibile», ma oggi è tornata a vivere lì dove è nata, nel feudo di papà.

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