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Il Borghese

Il barbone di Streetview

Voglio invitarvi a fare un gioco: andate su Google, via Aosta 20 (a Torino ovviamente) e visualizzate le immagini di Streeview: tra passanti e auto parcheggiate vi comparirà anche lui, il «barbone del Lidl», come ormai viene chiamato. Che in quelle immagini, datate ottobre 2017, sta dormendo a terra accanto a una sdraio: ieri mattina, quando l’hanno soccorso per l’ennesima volta, dormiva sotto un paio di materassi, ma nel tempo ha trascinato su quel marciapiede anche una piccola tenda da campeggio.

E ci sono stati periodi in cui non era da solo: anzi «i beoni di via Aosta» erano un classico delle lamentele del quartiere. E con il beone c’è il corollario di colate di urina sui muri, sulle auto, cartoni di vino scadente rovesciato, vomito e via dicendo. Chiaramente appena dimesso dall’ospedale, quando si sarà ripreso dal collasso etilico, tornerà sul suo marciapiede e non sarà facile convincerlo che non può farlo.

Perché se fosse in pieno centro, come quella coppia che aveva trasformato un pezzo di piazza San Carlo in “casa”, allora si muoverebbero giornaloni, Comune, istituzioni, Asl e via dicendo, tutto per trovare una soluzione per quei derelitti (cosa in effetti accaduta). Invece quel poveraccio sta lì, in via Aosta, davanti a un discount anziché a un blasonato caffé storico. Eppure via Aosta non è dall’altra parte del mondo.

Avete visto, no? Ci è passata anche l’auto di Streetview. E a poca distanza da quel barbone, in una ex fabbrica si affittano monolocali e loft a 800 euro mensili, mentre appena dietro scendiamo a 750 euro. Non siamo su Marte, se ci arrivano sia la tecnologia sia il mercato degli immobili di pregio. Magari prima o poi ci arriva anche un assessore.

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