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IL FATTO

Il Banco Alimentare lancia l’allarme: «Costi altissimi e poche donazioni»

Il presidente Salvatore Collarino parla delle difficoltà nel sostegno ai bisognosi: «Situazione drammatica»

Le persone e le famiglie che hanno bisogno di ritirare busta della spesa da un ente caritatevole per mettere in tavola il pranzo e la cena, ne hanno bisogno anche ad agosto. Ne abbiamo parlato con Salvatore Collarino, presidente del Banco Alimentare Piemonte, che ad agosto chiude i suoi magazzini: «Siamo consapevoli – spiega – che le persone in difficoltà non vanno in vacanza e noi ci siamo organizzati per tenere viva la catena della solidarietà anche nel periodo estivo. Noi aiutiamo chi aiuta, cioè non distribuiamo direttamente il cibo ma lo diamo agli enti che compongono la rete di sostegno per chi si trova in difficoltà: il primo aspetto da considerare è che tante strutture caritative sospendono il servizio di distribuzione della spesa per riprenderlo a settembre. A luglio Banco Alimentare incrementa la fornitura di cibo per chi rimane aperto, in modo da distribuire un po’ di più e permettere di avere un margine sul mese successivo. Prendendo come riferimento il 2021, nei mesi di giugno e luglio c’è stato un aumento del 15% di prodotti distribuiti. In passato avevamo provato anche a tenere aperto il magazzino anche ad agosto, ma il riscontro è stato minimale».

Le prospettive per settembre non sono ottimali, secondo Collarino: «Ci sono due dati allarmanti. Il primo è la riduzione di donazione di alimenti registrata negli ultimi mesi. Nel settore agroalimentare l’incremento dei costi, dalla materia prima come il grano alla produzione, ai trasporti e all’energia elettrica, ha indotto maggiore attenzione da parte delle aziende a non avere eccedenze, che porta quindi anche a un decremento delle donazioni. Il secondo dato è la crescita dei costi di gestione che interessa anche Banco Alimentare. Stimiamo che, nel 2022, il costo di recupero e distribuzione di un pasto equivalente, pari a un mix di 500 grammi di alimenti, sarà in media pari a circa € 0,10, +43% rispetto agli anni precedenti quando si assestava a € 0,07. La situazione sarà drammatica: per continuare a sostenere le 563 strutture caritative in tutto il Piemonte, che aiutano 108.992 persone in difficoltà, Banco Alimentare fa appello alla solidarietà di tutti, partendo dal presupposto che ogni euro donato al banco permette di distribuire 15,2 pasti».

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