Rifugio
Volontariato
RIVAROLO

I volontari di Vibrisse nel rifugio per i gatti abbandonati o malati

La struttura vive di contributi spontanei

L’associazione “Le Vibrisse Onlus”, opera a Rivarolo Canavese da oltre dieci anni e attualmente ha la propria sede all’interno di Villa Vallero. I volontari attivi sono una dozzina e si adoperano nella cura dei gatti, nella gestione del rifugio, nelle adozioni e nel portare avanti le iniziative per raccogliere fondi. Molto seguita e sempre aggiornata è la loro pagina Facebook con la quale promuovono le adozioni e fanno conoscere le storie dei loro piccoli “ospiti”.

L’associazione vive solo ed esclusivamente grazie alle donazioni volontarie e all’autofinanziamento attraverso i quali fa fronte alle grosse spese di gestione. Nel primo semestre di quest’anno ben 6.300 euro sono stati impiegati in cure veterinarie, 3.250 euro per il cibo, 400 euro per la gestione del rifugio e 1.900 euro in farmaci da destinare ai piccoli ospiti, molti dei quali spesso vengono abbandonati da incoscienti proprietari, proprio dopo aver scoperto che sono affetti da costose patologie, fenomeno ampliatosi in quest’anno segnato dal Covid.

Per fare fronte a questo dispiego di energie i volontari fanno affidamento ai cittadini; molti aiutano con offerte o con cibo, altri possono invece aiutare con un’adozione a distanza o con una donazione attraverso bonifico bancario sul conto corrente intestato all’Associazione “Le Vibrisse Onlus” con l’iban IT05P0853030860000810101198 oppure, essendo l’associazione riconosciuta come onlus, vi è la possibilità di portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi le donazioni.

Le Vibrisse non operano solo a Rivarolo ma lungo un territorio vastissimo, da Leini e Volpiano nel Basso Canavese sino a Quincinetto, Carema e le zone che lambiscono Pont Saint Martin e il confine con la Valle d’Aosta. Per questo l’impegno dei volontari è altissimo e anche il dispendio di energie e risorse economiche. Le cure dei gatti presenti si affianca alle cure sanitarie, al controllo medico e al loro percorso di adozione che prevede una verifica delle famiglie affidatarie secondo le consuetudini adottate dai rifugi e dalle associazioni.

Adozioni che spesso sono il lieto fine di storie toccanti e drammatiche che sempre più spesso vedono protagonisti i gatti. Le storie di quelli del rifugio rivarolese sono piene di abbandoni spesso nei cassonetti o peggio, come quello recente in frazione Mastri, direttamente dal finestrino di un’auto.

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