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Cronaca
IL CASO

I vigili del fuoco: «Pochi uomini e mezzi. A rischio anche i soccorsi»

L’allarme dei sindacati dei pompieri professionisti. Ma la carenza di personale frena anche i volontari

I sindacati dei pompieri lanciano l’allarme: «Siamo talmente pochi che ci spostano di sede e ci cancellano le ferie. È una situazione insostenibile».

Le sigle avevano denunciato a maggio la carenza di personale fra i vigili del fuoco di Torino e provincia. Di recente anno ribadito il problema in un incontro in municipio, hanno indetto lo stato di agitazione e hanno scritto una nuova lettera al prefetto Raffaele Ruberto, cui chiedono di intercedere a Roma. Anche perché non ci sono solo i professionisti in grave difficoltà: anche i 40 distaccamenti di pompieri volontari sono in sofferenza per la mancanza di personale, tanto che qualcuno rischia di chiudere. Col risultato finale di un servizio di soccorso meno efficiente in caso di incendi, persone incastrate in auto o anche solo bloccate in casa, sul pianerottolo o in ascensore. «Nel Torinese mancano più del 20% delle unità operative, il 70% dei funzionari e il 40% delle unità amministrative» elencano Salvatore Di Venti (Confsal), Luigi Ambrosio (Fns Cisl), Gioacchino Alfino (Conapo) e Michele Saccoccia (Uil Vvf). Numeri alla mano, il Comando dei pompieri di Torino dovrebbe avere 273 uomini qualificati e 486 vigili. Invece sono 203 e 435. Risultato, ci sono 121 unità in meno del necessario: «Questo ricade sul servizio reso ai cittadini e sui carichi di lavoro in tutta la provincia» insistono i delegati. Come si è arrivati a questa situazione? «Le finanziarie degli scorsi anni hanno previsto un potenziamento di organico del nostro Corpo ma, a Torino, non abbiamo mai avuto un’unità in più. Anzi, la mobilità degli ultimi vent’anni ha portato a una razionalizzazione dei pompieri inviati al nostro Comando: ogni 60 che uscivano, ne entravano 40. Ma una parte dei nuovi erano pronti a rientrare nelle sedi di residenza grazie alle leggi speciali». Nei prossimi due anni sarà ancora peggio, visto che andranno in pensione più di 150 unità: «Non solo: in questi giorni partiranno dei corsi che impegneranno vigili e qualificati, tutto personale che non sarà disponibile per il soccorso. Così sarà ancora più difficile comporre le squadre». Questi numeri erano previsti da tempo, visto che i pompieri sono costretti a fermarsi al compimento dei 60 anni: «Eppure non è stato previsto un provvedimento serio per rimpiazzarli». Il problema è strutturale: «La nostra provincia vanta il record negativo con meno sedi permanenti per abitanti e per chilometro quadrato – sottolineano ancora i sindacati – Un quadro che si completa guardando alle statistiche del personale volontario, sparso in oltre 40 distaccamenti sul territorio». Per “tamponare” il Comando sta spostando vigili da una sede all’altra, riducendo il numero minimo da 5 a 4. Intanto sta cancellando d’ufficio le ferie: «E’ una gestione forzata su cui abbiamo espresso giudizi decisamente negativi. Eppure i nostri dirigenti provinciali sono andati avanti. D’altronde non hanno mai dimostrato reale interesse nel risolvere il problema ma hanno sempre usato il Comando di Torino come trampolino di lancio per la loro carriera». Sul tema, dal Comando, scelgono di non rilasciare dichiarazioni. Ora i sindacati sperano nell’intervento del prefetto: «Chiediamo che intervenga con i vertici dei vigili del fuoco a Roma, in modo che vengano rispettate le circolari sugli organici e si sopperisca alle carenze croniche».

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