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LA CONTESTAZIONE

I tifosi dicono basta e puntano Cairo: «Ora cedi la società»

«Riprendiamoci i nostri colori»

Un’estate infuocata in casa Torino. Questa volta Urbano Cairo non riuscirà a limitare la polemica dei tifosi con molta facilità, dato anche il clima che si respira negli ultimi giorni. La lite verbale e manesca tra il dt Vagnati e l’allenatore Juric, che ha fatto il giro del mondo intero, è l’episodio che segna il limite della pazienza di tutto l’ambiente granata.

Bisogna dare i meriti al patron per quello che ha fatto negli anni per il club, salvandolo nel 2005, poi però ha assunto più atteggiamenti da imprenditore che ha davanti a sé una sola strada da percorrere. Certamente, ha aggravato anche la sua posizione non trovando un accordo con Belotti, perso a zero dopo aver rifiutato per anni offerte importanti. Non è passata inosservata nemmeno la cessione di uno dei beniamini recenti della tifoseria, vale a dire Bremer, passato agli acerrimi cugini e rivali con la maglia bianconera: si sapeva dell’addio del difensore, non di certo alla Juventus, un motivo in più dell’aumentato distacco tra proprietà e tifoseria.

Ci volevano gli screzi dell’altro giorno tra Juric e Vagnati per far muovere qualcosa. I tifosi granata hanno reagito più uniti, con la voglia di poter di nuovo incidere sulla storia di un club che, ad oggi, è molto lontano non solo dalle visioni dell’allenatore, ma anche di un popolo che dopo anni e anni di presidenza Cairo si aspettava un segnale per tornare a credere in un futuro migliore. Invece è disorientato da una situazione che sta diventando esplosiva anche all’interno della società.

La delusione è rappresentata anche dal flop della campagna abbonamenti: secondo le ultime indiscrezioni, ci sono a malapena mille abbonati per questa stagione. L’Unione del club granata, l’Associazione memoria storica, Toromio, i Resistenti granata e il Comitato di difesa del Toro, che rappresentano circa 150 club sparsi in tutta Italia, hanno firmato un’intesa comune e indetto gli Stati generali granata, una vera e propria contestazione alla società, chiedendo la liberazione della squadra per difenderla e onorarla. Tensione che si è vista anche dopo il test con il Nizza, con almeno 17 tifosi fermati dopo aver cercato lo scontro. L’ultima parola spetta al presidente Cairo, che deve scegliere se vendere o continuare in sella al Torino, come ha dimostrato negli anni rifiutando svariate offerte.

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