Tombiniallagati
Cronaca
IL REPORTAGE

I temporali mandano ko anche i tombini: «Una squadra a caccia delle ostruzioni»

Chiusini prigionieri di fango e foglie a causa del maltempo. Unia: «Amiat e Smat al lavoro»

Sono bastati i soliti acquazzoni a trasformare le nostre strade in fiumi in piena. E la colpa è principalmente una: i tombini sono ostruiti dal fango, dai detriti e dalle foglie e non sono più in grado di accogliere le acque. Se ne saranno accorti molto bene anche i torinesi, alle prese con abbondanti ore di pioggia torrenziale. In tutti i quartieri, infatti, ci sono dei chiusini letteralmente otturati. A Santa Rita, lungo via Gorizia, se ne contano diversi totalmente chiusi. In balia di fanghiglia, rami e pure rifiuti.

Attorno al cimitero Monumentale stessa situazione: ci sono le piante che stanno creando più di un problema. In corso Novara e Vigevano (dove guarda caso martedì si è verificato uno degli allagamenti) i tombini non se la passano benissimo. In balia delle foglie che il vento ha portato a ostruire le caditoie. Qualche problema anche in via Monteverdi e via Regaldi, dove vige un generale problema di incuria, così come in corso Bramante. Tombini otturati anche a Mirafiori, ad esempio in via Faccioli, dove il problema è costituito dall’erba. Mentre in via Tirreno, angolo corso Siracusa, in mezzo alla carreggiata c’è un tombino da cui spunta una pianta.

In corso Potenza, dopo tante segnalazioni degli automobilisti perennemente in aquaplaning, sono stati rifatti i tombini all’angolo con via Calabria, ad ottobre. Caditoie ancora otturate, invece, in corso Giulio Cesare, così come in tante strade di Parella. Qui, quando le segnalazioni a Smat cadevano nel vuoto, si muovevano direttamente i cittadini. Nello specifico, il coordinamento dei comitati della circoscrizione Quattro, soprannominati “banda del tombino”, che giravano a caccia di chiusini intasati.

Gli interventi

Per questo motivo la macchina comunale si è messa in moto con l’obiettivo di disostruire i tombini ed evitare il fenomeno allagamenti, ormai all’ordine del giorno. Un fenomeno pericoloso, anche per i passanti che a ogni passaggio di un’auto rischiano di essere investiti da vere onde d’acqua. «Una squadra per conto di Amiat – spiega l’assessore all’Ambiente, Alberto Unia -, gira per la città e con una macchina spazzatrice pulisce i chiusini. Laddove non basta questo intervento, allora si segnala il caso a Smat che interviene e verifica il problema». I torinesi sperano di vedere presto i lavori, anche perché le massicce piogge estive non tarderanno a manifestarsi.

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