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Salute
IL FATTO

I sanitari No Vax sono 18mila: «Saranno sospesi e sostituiti»

Un operatore su dieci ha detto “no” e oltre 3.300 sono dipendenti della Regione

Più di un professionista su dieci della sanità ha detto “no” al vaccino in Piemonte: 18.248 su 179.015. No Vax dichiarati, che risultano con nomi e cognomi negli elenchi consegnati dalle Asl e dalle strutture afferenti al Sistema sanitario della Regione all’Unità di Crisi. Alla voce “Non vaccinati” se si guardano gli elenchi delle aziende pubbliche risultano 330 medici e 1.658 infermieri operativiSoltanto una piccola schiera dell’esercito di non vaccinati in Piemonte seppur sottoposti a obbligo di legge: uno su dieci, almeno, se si guardano le tabelle aggiornate che l’assessorato alla Sanità ha discusso con i sindacati di categoria. Operatori di ogni settore considerando anche quelli operativi fuori dalla nostra regione. Altrimenti sarebbero comunque 13.747 di cui 7.681 nella nostra provincia e 2.766 all’Asl Città di Torino. Circa l’8% se si guarda la statistica: 3.300 dipendenti diretti della Regione. Il quadro tracciato dal sistema sanitario pubblico, però, entra meglio nel dettaglio individuando anche tra gli 8.264 operatori tecnici 7.394 dipendenti con il ciclo completato e soltanto 670 che, invece, non hanno aderito alla campagna vaccinale. Tra questi, operatori e assistenti sociali, addetti delle ambulanze e operatori sociosanitari. Tra i 40.004 professionisti sanitari sono 36.961 quelli che hanno ricevuto la doppia dose e 2.478 quelli non vaccinati: 330 medici e 1.658, appunto, ma anche biologi, farmacisti, fisici, riabilitatori, tecnici sanitari, psicologi e veterinari.

Dirmei e Regione, per questi, hanno scelto la linea dura. «Sospensione e sostituzione». Il tempo per cambiare idea e convincersi c’è stato. Le occasioni, molteplici. E su questo l’assessore alla Sanità del Piemonte, Luigi Icardi si è soffermato con le rappresentanze sindacali del comparto sanitario – Nursing Up, Cgil, Cisl, Uil, Fials e Fsi Usae – per fare il punto sui provvedimenti di sospensione dei sanitari non vaccinati. «Sono stati illustrati i dati aggiornati relativi ai soggetti con obbligo vaccinale in Piemonte ed è stata discussa la nota dell’Unità di Crisi sulle sospensioni dei sanitari non vaccinati per favorire l’applicazione uniforme delle procedure relative agli obblighi di legge, con particolare riferimento alla sospensione dei soggetti che risultano assenti – spiegano dall’assessorato alla Sanità -. È stato concordato l’impegno a dare indicazioni e monitorare attentamente eventuali situazioni che possano compromettere l’erogazione dei servizi sanitari sul territorio». Assessore e parti sociali hanno ribadito, inoltre, l’impegno a proseguire e accelerare le procedure di reclutamento a tempo indeterminato di nuovo personale sanitario del comparto da parte delle Aziende sanitarie locali. Anche in vista del rischio di una nuova ondata, che nessuno si augura.

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