Clima
Politica
LA PROTESTA In centro 5mila giovani dei Fridays for Future

I ragazzi per il clima avvisano i candidati: «Ora basta slogan»

Al sit-in l’appello alle istituzioni: «Adesso servono i fatti». E la politica torinese li applaude: «Siamo dalla vostra parte»

Cinquemila ragazzi in piazza nel centro di Torino, per quello che è stato il primo appuntamento per lo sciopero globale per il clima dopo un anno e mezzo di pandemia. Hanno sfilato ieri mattina i giovani dei Fridays for Future, con un corteo partito alle 10 da piazza Statuto e arrivato a mezzogiorno in piazza Castello. Cartelli, megafoni e un grande striscione in testa con scritto “Cop 26: se non ora quando?”, in riferimento alla conferenza Onu sui cambiamenti climatici, che si terrà a Glasgow tra il 31 ottobre e il 12 novembre. «Non vogliamo un futuro migliore, ma riavere il futuro che ci stanno rubando adesso», urlavano i manifestanti, ricordando che «nel 2021 abbiamo già il record di morti per i disastri climatici». E proprio per ricordare quei morti, alle 11 in punto è scattato il minuto di silenzio.

Corteo dei Fridays for Future che arriva a una settimana dal voto per le elezioni comunali. E allora i ragazzi in piazza hanno rivolto un appello ai candidati sindaci: «Basta promesse vaghe, serve una lista di misure precise, rapide e puntuali da adottare in un cronoprogramma per abbattere le emissioni. Per cui invitiamo i cittadini a leggere i programmi delle diverse coalizioni». E i candidati di Torino hanno risposto presente, sfilando – anche se non tutti – al corteo. C’era Stefano Lo Russo, candidato per il centrosinistra. «Torino deve dare il suo contributo nella lotta per il cambiamento climatico», ha detto, ricordando alcuni punti “ambientali” del suo programma elettorale: «Un trasporto pubblico eco-compatibile e la riqualificazione energetica degli edifici». Senza risparmiare poi una stoccata al centrodestra: «Parlano solo di cemento e speculazione edilizia», così Lo Russo.

Il candidato del centrodestra, Paolo Damilano, non è andato in piazza ma ha affidato ai social il suo pensiero: «Questi ragazzi hanno svegliato le coscienze e scosso una generazione che stava dormendo. Li coinvolgerò – ha detto – nella costruzione della Torino di domani. Non solo ascoltandoli, ma coinvolgendoli nelle scelte. Che saranno concrete, non promesse vuote. Torino dev’essere motore di quella transizione ecologica che cambierà il mondo». Per Damilano «non abbiamo una Torino B, e vogliamo essere la prima città ad aderire alla Carbon Neutral Cities Alliance, per ridurre l’impatto carbonioso dall’80 al 100% entro il 2050».

Al corteo c’era invece Valentina Sganga, candidata grillina. «A Torino il M5S vuole dare risposte concrete ai segnali lanciati sia dalla società civile, sia dal nostro pianeta. Il tema ambientale – così Sganga – sta entrando sempre di più nelle agende politiche, ma pochi hanno capito l’importanza e la gravità del periodo storico e troppi lo sottovalutano». In piazza anche Angelo D’Orsi di Sinistra in Comune: «I ragazzi hanno ragione, il problema da affrontare è questo – ha detto lo storico -, ma siamo arrivati troppo tardi a rendercene conto». La manifestazione per il clima ieri si è tenuta a Torino e in contemporanea in tutto il resto d’Italia.

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