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Salute
IL REPORTAGE

I ragazzi in fila con mamma e papà: «Adesso possiamo andare al mare»

Primo giorno di vaccini per la fascia 12-19 anni. Hub presi d’assalto e le dosi finiscono subito

Il V-day dei giovanissimi è iniziato prestissimo. Alle 8 del mattino, ora di apertura degli hub vaccinali, fuori dai cancelli erano tantissimi i ragazzi, accompagnati da mamme e papà, trepidanti per ricevere la prima dose contro il Covid. Trecento i posti disponibili, ieri, alla Nuvola Lavazza di via Ancona. E all’ora di pranzo, i ragazzini in fila erano ancora parecchi. «Volevo vaccinarmi fin da subito, e avevo già prenotato a giugno – rivela Tommaso, 17 anni, in coda col papà -. Io credo nel vaccino, alcuni miei amici invece sono contrari». In fila alla Nuvola anche Elisa, 13 anni, anche lei insieme al padre. «I miei genitori mi hanno detto che bisogna vaccinarsi. A scuola – racconta – ho invece dei compagni che hanno mamme e papà contrari. E poi a breve devo partire per le vacanze, per cui voglio essere tranquilla».

Il primo giorno con accesso diretto ai centri per i giovani di età compresa tra i 12 e 19 anni è stato, letteralmente, un “assalto al vaccino”. I ragazzini potevano recarsi agli hub anche senza pre-adesione, pur se accompagnati dai genitori muniti di autocertificazione di responsabilità e consenso alla vaccinazione. Ma se alla Nuvola Lavazza le dosi disponibili erano 300, diverso era il discorso per gli altri centri vaccinali, dove c’erano solo 60 dosi. Che si sono volatilizzate in un attimo, tant’è che molti teenager delusi sono dovuti tornare a casa. E’ successo, ad esempio, al Cus di via Artom, a Mirafiori Sud. «Non ci aspettavamo tutti questi giovani. Bisognerà rimodulare gli accessi, altrimenti, saremo assaliti tutta la settimana», dicono i responsabili.

In ogni caso, chi ieri mattina non ha ricevuto la dose è stato riprogrammato per oggi o al massimo domani. Niente più vaccini, già a metà mattinata, anche all’Asl di via Gorizia e alla Reale Mutua. «Siamo felici di vaccinarci, vogliamo andare a scuola e sui mezzi pubblici liberamente, proteggendo anche gli altri. E poi, certo, adesso andremo in vacanza senza problemi», dicono Giulia, 17 anni, e il fratello Lorenzo, 14, seduti in attesa del vaccino in via Carlo del Prete accompagnati dalla madre. In coda all’hub dell’ospedale San Giovanni Bosco, invece, c’è Mattia, 17 anni, giovanissimo calciatore del Barcanova. Insieme a lui, la madre: «Voglio tutelare mio figlio, queste varianti del Covid fanno paura. E poi vogliamo partire per le ferie e a settembre lui tornerà a giocare e andrà a scuola».

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