A Porta Palazzo salire a bordo è un’impresa, gli assembramenti a bordo sono una costante
Cronaca
IL REPORTAGE

I pullman già stracolmi: «Se riaprono le scuole ci ammaleremo tutti»

Con la riapertura delle superiori cresce la paura dei contagi: «In pochi rispettano le distanze, viaggiamo già ammassati»

Con il ritorno in classe di almeno il 60% degli studenti delle superiori da lunedì prossimo, torna l’incubo dei contagi alle fermate e sui mezzi pubblici. Già in questi giorni la situazione appare ampiamente fuori controllo un po’ ovunque. I posti dimezzati su autobus e tram Gtt obbligano i ragazzi ad ammassarsi sotto le pensiline, con assembramenti a orari regolari più dei transiti. Succede a Ivrea e un po’ in tutto il Canavese, ma a Torino il problema è quanto mai evidente, soprattutto nelle aree “calde” come Porta Palazzo, una di quelle frequentate anche da molti anziani che temono per la propria salute. Ieri mattina, proprio la fermata di piazza della Repubblica davanti all’Antica Tettoia dell’Orologio era gremita di passeggeri in attesa del 4 e dell’11. «Con la ripresa delle scuole sarà il caos – spiega Francesca, 21 anni, scendendo dal tram -. I mezzi sono già pieni di gente che non rispetta il distanziamento». Oltre agli assembramenti c’è il problema dei dispositivi di sicurezza individuale che vengono usati con sempre maggior superficialità. «I passeggeri molto spesso tengono la mascherina abbassata e io ho paura di ammalarmi» dichiara Sabina, decisamente insoddisfatta del servizio del trasporto pubblico, come la maggior parte.

«Bisogna aumentare subito il numero di bus e tram – sbotta Eugenia arrivata da via Farinelli -, i passeggeri sono tutti stipati come sardine e a volte devo aspettare anche mezz’ora prima di poter salire a bordo». Il timore di restare infettati è avvertito anche dai più giovani. «Le distanze non vengono mai rispettate, ma se i mezzi sono troppo affollati io non entro – spiega Christian, ventenne -. Questo è un grande disservizio specie per chi deve andare al lavoro e non può permettersi di arrivare tardi». Come Antonio, che ogni mattina sale sull’11 da Venaria per recarsi al mercato. «I bus sono sempre pieni zeppi di gente che si fionda dentro per accaparrarsi un posto. Ho già assistito a molti litigi e non ci sono neppure i controllori a stabilire un po’ di ordine. Se non si interviene subito – sottolinea -, quando gli studenti torneranno tra i banchi i contagi aumenteranno a dismisura».

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