Foto di repertorio: depositphotos
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

I problemi mai risolti

Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, è stato categorico: «Mai più in Dad», che, traducendo per chi non ama le sigle, si traduce in “didattica a distanza”. Confortante a sentirlo, ma purtroppo azzardato. A poco più di una settimana dall’inizio delle lezioni, prendendo ad esempio ciò che sta accadendo a Torino, sono già più di 400 i ragazzi in quarantena. I primi casi si sono verificati nelle scuole dell’infanzia, poi è accaduto in tre materne e in un nido. Infine è toccato alle elementari, ad alcune medie e ai licei. Un trend preoccupante e in continuo divenire. In tutto una ventina di classi. Una goccia nell’oceano dirà qualcuno, ma non è così. Anche se si cerca di avvolgere la situazione nel silenzio, in Italia sono più di 5mila gli studenti rimandati a casa per cercare di isolare il contagio. E c’è già chi parla di un ritorno alla Dad come di un incubo che ritorna, mettendo sotto accusa l’affollamento delle aule ove non si rispetta il metro di distanza tra i ragazzi (in virtù della deroga concessa dal Comitato tecnico scientifico) soprattutto nelle scuole superiori. E poi c’è il problema delle scuole per l’infanzia ove i bambini non sono e neppure possono essere vaccinati. Si torna insomma a giocare alla roulette con classi che si riempiono il lunedì e vanno lentamente svuotandosi durante la settimana. I presidi sembrano resistere, seguendo alle lettera le parole del ministro anche se il loro presidente nazionale, Antonello Giannelli, ritiene inevitabile qualche provvedimento nel caso che le cifre dovessero aumentare ancora. E il bollettino di guerra che tocca Torino e il Piemonte si allarga alla Lombardia, al Lazio, al l’Emilia… Guardando al calendario dello scorso anno, la Dad era cominciata a metà ottobre. Un confronto che certo non rassicura.
beppe.fossati@cronacaqui.it

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