Young man telling gossips to his woman colleague
Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

I privilegi della Casta

Ormai la società occidentale, schiava del politicamente corretto, non si cura (a parole) delle differenze fra i sessi. Di più: tollera ogni genere di amori, gay, saffici e plurimi, purché non praticati ad Arcore. Mi fa ridere che in una società così, appena Laetitia Casta confessa in un’intervista di aver baciato “in bocca” un’amica di adolescenza, subito la ‘notizia’ (che non dovrebbe essere una notizia, o sbaglio?) finisce sui giornali di gossip e sui social con un’insistenza tale da costringere la ormai 44enne ex modella a difendersi, a precisare che era solo per imparare come si bacia e non far brutta figura col primo fidanzatino, e che in fondo tutti facciamo esperienze criptosessuali da bambini, a cominciare dal gioco del dottore. Tutto vero. Giocavo anch’io al dottore, da gagno, ma quelli erano solo scimmiottamenti di baci a labbra strette. Il primo bacio “d’amore” lo diedi in terza media a Ida, che aveva la mia età, ma anche lì a labbra chiuse. La lingua me la fecero scoprire le ragazze poco dopo. La mia iniziazione completa la devo (come molti ai miei tempi) a una generosa nave-scuola, una bella commessa di dischi dal nome gentile: Violetta. Io avevo 16 anni, lei (diceva) 33. Questo mi diede sicurezza per provarci sempre più a fondo con le coetanee, ma allora era dura. “Lòn” as fasìa nen. E allora? Allora niente, si limonava fino allo sfinimento, fino ad avere le labbra e le gote infiammate. Massima concessione, il pacioccamento controllato. Però smisi di schifare le bevute dal bicchiere di lei. Che senso ha – mi dicevo – non bere dove ha messo le labbra una a cui aneli di mettere la lingua in bocca? Poi scoprii anche altri posticini. Ma il senso restò quello.

collino@cronacaqui.it

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