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Cronaca
TRASPORTI/1

I nuovi pullman arrivano in ritardo e Gtt sbaglia a cambiare le paline

Per l’8 anche 20 minuti di attesa. Alle fermate errori nell’aggiornare i percorsi e rabbia degli utenti

Pendolari confusi, paline sbagliate e subito forti ritardi alle fermate. La rivoluzione Gtt dei trasporti, già partita il primo luglio, ha vissuto ieri il momento clou con la sparizione del 18 e l’arrivo al suo posto degli autobus 8 e 63/. Addio anche all’1, sostituito dal 35, mentre sono stati modificati i percorsi di 27 e 57. Una scelta che i cittadini, specie a Torino sud, hanno osteggiato fin da subito tra sit-in e petizioni, e ieri il loro umore non era certo cambiato. Soprattutto per la sparizione del 18, che attraversava tutta la città da piazzale Caio Mario a piazza Sofia. Alle fermate, i pendolari non le mandavano a dire. «Per anziani e lavoratori è un danno, Il 18 era comodo», sospira Emilia Maffè.

Inoltre, da quanto aveva comunicato Gtt il nuovo bus 8 doveva transitare alle fermate ogni 6 minuti. Non è andata proprio così, perché le attese sfioravano i venti minuti. «Aumentano i biglietti e peggiorano i servizi, ora come ci arrivo in stazione?», si domanda Domenica Cammisa. Qualcuno, a dire il vero, ancora doveva capire cosa stava succedendo. «Devo andare in via Farinelli, cosa devo prendere?», si chiedeva Anna Perrucci, scrutando le varie fermate. E non era l’unica, perché la rivoluzione dei trasporti ha colto impreparati parecchi utenti. Forse anche per colpa di qualche errore commesso da Gtt nell’aggiornare le paline. Ad esempio a Settembrini e Carducci, dove il percorso del nuovo 63/ è stato piazzato sotto il cappello “63”, senza barra. Svista corretta qualche ora dopo. In strada Castello di Mirafiori, arriva invece la lamentela della cooperativa sociale I Passi, che si occupa di disabili intellettivi. Fondamentale, per operatori e ragazzi, è il 63. «La fermata più vicina è a 800 metri – segnala Silvia Solei, una delle socie fondatrici -, per il resto siamo tagliati fuori. Uno dei nostri ragazzi si alzava alle 4.30 per salire sul 63 e andare al lavoro, adesso andrà a prendere il 4. A un’altra ragazza con difficoltà visive e motorie – racconta – abbiamo insegnato, dopo tre mesi, il percorso corretto che doveva fare. Ora ci tocca ricominciare daccapo». A dire il vero, almeno su quest’ultimo punto il Comune ha fatto un passo indietro. Ad annunciarlo, l’assessora Lapietra, ieri in consiglio comunale. «Il 63 non cambierà percorso, e il 34 servirà ancora il Valletta», ha detto l’assessora in risposta a Silvio Magliano, Moderati, che ha portato il tema in consiglio. «Bene gli interventi – la replica di Magliano -, ma voleva dire che a monte erano stati commessi degli errori».

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