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Cultura
IL DIBATTITO

I murales di Parco Dora scatenano polemiche: è arte o pornografia?

Mentre sul web si litiga e c’è chi li difende, qualcuno ne ha già censurato uno. E c’è anche un esposto alla polizia municipale

Arte, pornografia o vandalismo? Da ieri sul web e tra i frequentatori di Parco Dora il dibattito è ufficialmente aperto. E le posizioni, come spesso accade in casi simili, sembrano essere inconciliabili. A scatenare la polemica sono i graffiti realizzati sul grande muro che da corso Mortara sale verso via Orvieto. Una zona molto frequentata, anche perché quella strada porta verso il centro commerciale del Bennet ed è il principale collegamento dell’area verde con via Verolengo e tutta la zona retrostante.

Da qualche giorno, pedoni e ciclisti che la percorrono si trovano a sfilare davanti a enormi murales dai contenuti quantomeno espliciti: i personaggi dei disegni mettono in mostra, senza vergogna, genitali maschili e femminili, seni, richiami alla masturbazione e così via. L’intento degli autori è quello di porre un accento critico sulla mercificazione del corpo ma il rischio, in un parco pubblico frequentato anche da bambini, è che non tutti capiscano e che si finisca con l’ottenere l’esatto contrario. Tanto che ieri il disegno più esplicito, quello di una giovane rappresentata in stile “hentai manga”, legata, senza slip e in posa completamente esplicita, era già stato “censurato” da una mano anonima che con uno spray ne ha coperto le parti intime vergando la scritta “Se ti spezzano la libertà dei tuoi sogni che ne sarà”. Troppo tardi però, perché la polemica era già scattata.

A scatenarla, almeno sul web, è stato un post di Emanuel Stoica, esponente delle associazioni Adn e Cpd, che prima ha presentato un esposto alla polizia municipale e poi ha attaccato: «Ma è normale che all’interno di un parco, frequentato da famiglie, da persone di qualsiasi età, ci siano questi “disegni“? Non mi pare che siano concesse rappresentazioni o riproduzioni del corpo umano quale oggetto di possesso e sopraffazione sessuale, tanto meno messaggi che, rivolgendosi ai bambini e agli adolescenti, tendano ad abusare della loro naturale ingenuità e li inducano a comportamenti dannosi per il loro sviluppo psichico e fisico».

Parole che hanno scatenato le reazioni più disparate. Da un lato chi difende quei disegni: « L’arte deve essere libera – argomenta Ricky – Libera di esprimere, libera di rappresentare, libera di comunicare». Claudia non la pensa così: «Come madre dico che fanno letteralmente c… dipinte in quello spazio. Il Leonardo in questione presumo che abbia delle carenze, se le dipinga e le appenda a casa sua, magari sul suo soffitto della camera da letto».

Secondo Bruno i disegni rappresentano «situazioni che possono legittimare, in persone fragili o non intellettualmente preparate, comportamenti non propriamente legittimi e sfociare quindi in atti che riguardino il codice penale». A loro Francesca augura che «possiate fare pace con la sessualità che tanto vi spaventa e meravigliarvi di forme artistiche che non conoscete. Vi auguro di riscoprire la bellezza del nudo e di non sovradeterminare opere artistiche con le quali verrete in contatto». A quanto pare, il dibattito è destinato a durare a lungo.

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