Trincerone
Cronaca
LA PAROLA AI CITTADINI

«I mercati, lo sport e i centri anziani: al territorio mancano troppe risorse»

I residenti chiedono il rilancio del Trincerore e delle aree di piazza Crispi e corso Taranto

La Barriera di Milano che in un batter d’ali passa dal centrosinistra al centrodestra sogna un futuro diverso da quello prospettato negli ultimi dieci anni. Chi vive il quartiere ha le idee chiare su ciò che serve. Almeno tre i punti su cui focalizzarsi: i mercati rionali, i campo sportivi per i giovani e i centri anziani per i pensionati. Tenendo sempre conto del fattore sicurezza, altro argomento che da queste parti fa sempre discutere. «Piazza Crispi e corso Taranto sono il simbolo di un fallimento e ci dispiace – racconta Giuseppe De Gasperi, davanti al suo caffè di fiducia -. Andrebbero riqualificati e rivitalizzati. La gente ci tiene tanto, il mercato è un luogo d’incontro al pari di un bar». Per la tettoia al coperto di corso Taranto, ormai 13 anni fa, sono stati spesi oltre 4 milioni di euro. Un progetto che non ha mai avuto fortuna, bocciato dagli stessi ambulanti che più volte hanno protestato chiedendo di tornare nelle sedi di origine. E che dire di piazza Crispi, tante parole ma in concreto molto poco è stato fatto. Anche per il parere contrario delle precedenti amministrazioni.

Persino lo sport piange. «Non ci sono abbastanza punti di aggregazione nel quartiere. C’è persino una piscina abbandonata». La Sempione, per intenderci. E poi c’è il problema legato ai centri anziani. «Sono quasi tutti dei circoli, non dei luoghi aperti ai cittadini» continua Giuseppe. Nel mirino dei cittadini anche l’avvento di mini market e bar aperti tutto il giorno. «Servono più controlli – spiega Michele -, perché spesso è proprio la vendita incontrollata di alcol a causare problemi di ordine pubblico. In generale credo che Barriera vada rivitalizzata, proprio a cominciare dalle attività commerciali». Anche la viabilità e i trasporti sono un tema caldo da queste parti. E in discussione non poteva che esserci quel jumbo tram che ha tagliato in due corso Giulio Cesare. «Tutti noi lo volevamo sotterraneo il 4 – rivela Luigi Vurro -. Così hanno spaccato in due il quartiere. Ma ormai credo sia troppo tardi per poter intervenire». E poi c’è l’altra qustione calda: quella del trincerone ferroviario che divide via Sempione e via Gottardo. «Linea 2 o non linea 2 bisogna tirarlo a lucido. Poi è chiaro che qui tutti ci aspettiamo la metropolitana» aggiunge Danilo, di professione barista.

Punta sulle telecamere e sui controlli Emilio. «Dopo una certa ora – protesta -, è pericoloso andare in giro. Gli occhi elettronici sono utili ma una volta capita l’antifona gli spacciatori si spostano. È come un gatto che si morde la coda, comunque credo che il passo sia quello giusto».

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