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Il Borghese

I manganelli ora sono tabù

Il titolo, ancora una volta, se lo sono conquistati loro. I violenti. Venti ragazzi vestiti di nero con il volto coperto che per mezz’ora hanno preso a bastonate i carabinieri costretti a sopportare perché dopo le cariche in piazza Arbarello di tre settimane fa – e le parole del ministro Lamorgese – l’uso dei manganelli è diventato un tabù per chi dirige battaglioni e reparti mobili. Una (mancata) reazione sorprendente per chi da anni racconta le manifestazioni di piazza in mezzo ai manifestanti. E pure per chi ha scatenato l’assalto, abituato ad accendere la miccia degli scontri in cui poi finivano coinvolti tutti gli altri.

Impassibili, con gli scudi levati per evitare di essere accecati dai bastoni spinti attraverso le inferriate, militari e poliziotti, hanno dovuto subire. Con un effetto plastico, pure questo inusuale: i venti sono rimasti venti. Soli. Isolati dal resto di una marea umana colorata. Pure lei attraversata dalla rabbia, dalla voglia di fare rumore, dal disprezzo del mondo dei governanti e dei potenti, dei ministri e dei politici che sentono lontani, incapaci di capirli, nemici.

Sentimenti naturali, ci insegnano i miti greci. Connaturati, da Edipo in avanti, alla natura degli uomini che a un certo punto mettono in discussione i propri padri, allo scontro necessario tra generazioni. Ribellioni. I padri, le madri, e gli insegnanti, dovrebbero cercare di capire cosa voglia dire quel ragazzo che ha scritto “Il futuro ci spaventa più di ogni altra cosa”. Dovrebbero interrogarsi su ciò che significa “facciamo occupazione per non finire in depressione”.

Più che degli Edipo, questi ragazzi sembrano dei Telemaco. Non vogliono distruggere i loro padri, ma ritrovarli. Chiedono risposte. Importanti e urgenti. Che la scuola chiusa per due anni dal Covid, diventi finalmente aperta, ma davvero, come dovrebbe essere per sua natura. Aprendo le menti, i pensieri. Aprendo gli occhi sul mondo. Stimolando la curiosità, la dialettica e quella memoria che ai grandi dovrebbe servire per ricordare come in un attimo la rabbia possa degenerare e contagiare, diventando qualcos’altro difficile da contenere e controllare. Anche con i manganelli.

stefano.tamagnone@cronacaqui.it

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