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Cronaca
IL FATTO

I gruppi di acquisto solidali: ultima moda per risparmiare

Presenti in decine di comuni della provincia, aiutano le famiglie in difficoltà

Pinerolo, Candiolo, Moncalieri, Torre Pellice, Avigliana, Giaveno, Rivoli, Piossasco, Ivrea, Druento San Mauro, Mappano, Buttigliera. E ovviamente Torino. Sono decine ormai in provincia i Gruppi di acquisto sostenibile, a cui aderiscono migliaia di persone desiderose di comprare prodotti sani, etici e magari anche di risparmiare. Solo il sito specializzato economiasolidale.net censisce 67 gruppi ma sono probabilmente molti di più. Ma di cosa si tratta precisamente? In Italia, secondo un’indagine dell’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale, la percentuale di chi fa la spesa tramite un gruppo di acquisto solidale (Gas) è passata dal 10% del 2018 al 12,3% del 2020. Anche nella nostra provincia aumentano i gruppi di persone che aderiscono al progetto che li indirizza verso acquisti collettivi organizzati spontaneamente o attraverso cooperative e associazioni che vogliono applicare i principi di equità, solidarietà e sostenibilità ai propri acquisti, principalmente di prodotti alimentari o di largo consumo ma anche di abbigliamento o polizze assicurative. Nei Gas, si acquistano all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune e si ridistribuiscono fra i membri. Con cadenza periodica e a turno, uno dei componenti del gruppo raccoglie le liste della spesa o sempre più spesso ci si affida a vere piattaforme on line, ed effettua un ordine collettivo. Quando arriva la merce, i prodotti vengono consegnati nei “punti di snodo”, dove ogni acquirente può effettuare il ritiro e pagare la sua parte. La scelta dei fornitori viene effettuata in base a criteri sociali e ambientali, per promuovere l’acquisto di prodotti locali, ridurre l’impatto del trasporto, incentivare l’attività dei piccoli produttori, il consumo di prodotti biologici ed ecocompatibili. A questi si aggiungono anche i Gac, Gruppi di Acquisto Collettivo dove, rispetto ai gruppi solidali, è presente un soggetto mediatore di riferimento, che propone una propria lista di produttori sulla base di alcuni principi condivisi dal gruppo e gli acquisti collettivi più che una valenza etica vengono effettuati in maniera cumulativa per poter risparmiare o per favorire produttori locali. Si contano decine e decine di Gas e “punti di snodo” fra Torino e Provincia che fanno riferimento ad enti come il Movimento Consumatori, Arci o Legambiente. Uno dei gruppi più strutturato è quello che fa capo ad Alveare che dice sì! che raccoglie oltre 100mila utenti da un’idea di Eugenio Sapora nata nel 2015 presso i locali dell’Incubatore I3P del Politecnico di Torino. L’obiettivo; quello di sviluppare un servizio di riferimento per il sistema della filiera corta, conciliando le ultime tecnologie dell’informazione e della comunicazione (internet, pagamenti on-line, geolocalizzazione) con un modello economico sociale e collaborativo. Il tutto a servizio dell’agricoltura e del mangiare sano e locale.

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